VerdeBlog: giardinaggio fai da te

Vuoi prenderti cura delle tue piante di casa e hai bisogno di consigli personalizzati? Vuoi abbellire il tuo giardino o il balcone di casa tua e non sai quali fiori mettere? Su questo blog dedicato al giardinaggio fai da te troverai tante guide e schede tecniche sulle singole piante e specie, i consigli del mese e lo spazio per fare delle domande e ricevere delle risposte da una esperta di giardinaggio con il pollice verde e tanta esperienza.

I consigli di questo mese:
Mimosa

Cura e mantenimento della mimosa

Quando la mimosa sfiorisce (tarda primavera) è tempo di potarla. Bisogna accorciare tutti i rami a metà della loro lunghezza, per conservare la pianta compatta, evitando che cresca troppo in altezza. Dopo la potatura la pianta dovrebbe avere una forma tondeggiante o piramidale.
Ricordarsi che una mimosa adulta ogni 3 anni (e sempre a fine fioritura) va sfrondata e pulita dei rami vecchi e danneggiati.
Le mimose vanno concimate in questo periodo (aprile/maggio), con un concime a lenta cessione povero di azoto.

Quando sta fiorendo viene voglia di comprare una piantina per abbellire il nostro davanzale o il balcone. Ed è anche un modo simpatico di regalare la mimosa alle donne, così la pianta rimane. Bisogna tenere presente che questa specie botanica, nata come simbolo della festa delle donne dell’8 marzo, ama il clima mite e un’esposizione la più soleggiata possibile. Quindi se si abita in una zona fredda, si deve tenere in un luogo riparato. Leggi tutto »

bignonia capreolata

Bignonia, pianta rampicante

La bignonia è una pianta rampicante che “dura” fino ad ottobre. E’ apprezzata perchè rustica, economica, in grado di ricoprire muri e recinzioni velocemente. Produce fiori di colore arancione per tutta la stagione estiva.

Labignonia radicam è la più diffusa nel nostro paese: per l’elevata rusticità e la sua resistenza al freddo può essere coltivata in tutte le regioni d’Italia ad eccezione delle località di alta montagna e quelle più fredde. La grandi flora è invece, come la vera bignonia capreolata, rampicante piuttosto delicata, che può essere coltivata solo nelle regioni a clima mite.

Condizioni ideali di coltivazione: la bignonia deve essere coltivata in posizioni calde, molto luminose, esposte in pieno sole. E’ importante che non venga esposta a forti venti (è molto sensibile).

Consigli per l’acquisto di piante per terrazze e balconi

Prima di acquistare piante in vaso è necessario selezionare le specie più adatte in base all’esposizione che avranno. Ecco le specie più adatte al pieno sole:

  • portulache (fiore di vetro) : sono ideali per terrazzi assolati. Sono entrambe tappezzanti e perenni
  • sulfinie: creano veri e propri cuscini colorati, se ne trovano in commercio varietà differenti per colore, forma e dimensioni dei fiori. Tra una surfinia e l’altra inserire la gypsophila, pianta con fiorellini bianchi che spiccano tra le campanule colorate.
  • pelargoni (gerani) : fioriscono tutta l’estate fino ad ottobre. Ha poche esigenze. Per il balcone scegliere gerani ricadenti, edera o parigini, da affiancare alle verbene varietà “tapien” o con il bidens, piccola margherita gialla a portamento prostrato che spicca tra i gerani. E’ possibile utilizzare anche i gerani zonali, con le grandi infiorescenze.

Portulache

verdemax

Verdemax

Il verdemax è un contenitore adatto ad accogliere gli ortaggi. Pomodori, peperoni, melanzane, fagiolini hanno bisogno di un vaso profondo. Questo verdemax lo è, dispone di un pratico serbatoio per la riserva di acqua, e non è necessario annaffiare tutti i giorni. E’ predisposto per assicurare il corretto drenaggio ed è sufficiente riempirlo di un buon terreno fertile per concimare da subito la propria piccola coltivazione domestica, e ricoprirlo con un telo di plastica traspirante.
Può essere utilizzato con successo anche d’inverno, scegliendo un’esposizione assolata e una posizione a ridosso di una parete calda della casa.

Questo vaso è realizzato in solido materiale plastico, può trovare posto direttamente a terra. Meglio tenerlo sollevato di un centimetro per permettere lo sgrondo dell’acqua o appoggiarlo ad un sostegno che permetta alle piante di vedere il sole.

Albero di Ulivo

Ulivo, la pianta mediterranea per eccellenza – Consigli per l’ulivo

Nome scientifico: olea. Famiglia: oleaceae. L’olivo è una pianta arborea tipica delle regioni a clima mite e coltivata in tutti i paesi del bacino del mediterraneo. In Italia è diffuso nelle zone temperato/calde del centro e del meridione. Il prodotto è costituito dalle olive, che sono utilizzate per la fabbricazione dell’olio o per il consumo diretto. Nel secondo caso vengono sottoposte a particolari trattamenti per render le olive commestibili.
L’ulivo raggiunge un’altezza fino a 20 metri, diametro della chioma fino a 6-12 metri. E’ una pianta sempreverde, a crescita molto lenta e molto longeva, infatti può vivere per centinaia di anni. L’ulivo è una pianta soggetta all’alternanza di produzione, per cui si devono effettuare tutti gli interventi necessari a limitare questo fenomeno. Le varieta coltivate in Italia sono numerosissime, e possono essere distinte in due gruppi: olive da tavola e olive da olio.
Tra le varietà del primo gruppo si ricordano le “ascolane”, la “bella di spagna”, la cerignata, irana, liccina, santa caterina, uovo di piccione. Fra le varietà da olio si citano: coratina, frantoio, vermino, pendolino. Le radici sono superficiali, ma molto sviluppate. I rami giovani sono verdi, flessibili, le foglie sono laceolate, cuoiose, grigio verdi. I fiori riuniti a pannocchia, sbocciano all’ascella delle foglie, sui rami di un anno: sono bianchi con 4 petali, la fioritura avviene da aprile a giugno. I frutti maturano, secondo le zone, dal mese di settembre all’inverno inoltrato. Sono drupe ovali, verdastre, rossastre, violacee o nerastre.

Nell’olivo l’impollinazione avviene per mezzo del vento, non tutti i fiori che si formano sulla pianta producono il frutto, infatti si ha una notevole caduta di fiori (cascata) nel periodo che segue la fecondazione. Effettuare una concimazione abbondante a base di letame e di fertilizzante minerali. Le piante si mettono a dimora a radice nuda o con le radici avvolte dal pane di terra.

Potatura dell’ulivo: si alleva a forma naturale, cercando di evitare che la chioma diventi troppo densa. Per quanto riguarda la potatura di produzione si deve tenere presente che l’olivo non sopporta bene i tagli, per cui dato che la produzione avviene sui rami di un anno, ci si limita ad eliminare una parte dei rami che hanno fruttificato e diradare i rami giovani. L’olivo è una pianta molto longeva ma entra tardi in produzione: comincia a dare frutti dopo 15-20 anni secondo le forme di allevamento.

Parassiti: la cocciniglia grande dell’olivo infesta i rami e le foglie succhiando la linfa e provoca la formazione di sostanze zuccherine provocando uno sviluppo di fumaggine (la mosca dell’ulivo) allo stato di larve. Danneggia i frutti che marciscono e cadono precocemente.
Malattie: l’occhio di pavone dell’ulivo, che si manifesta con la formazione di macchie grigie rossastre al centro, che successivamente diventano brune con alone giallo. Le foglie cadono e la produzione di frutti è scarsa. La rogna dell’ulivo, caratterizzata dalla formazione sui rami di piccoli tumori, che successivamente ingrossano e determinano la morte del ramo. Se la malattia si diffonde su tutta la pianta questa può anche seccare completamente.

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