VerdeBlog: giardinaggio fai da te

Vuoi prenderti cura delle tue piante di casa e hai bisogno di consigli personalizzati? Vuoi abbellire il tuo giardino o il balcone di casa tua e non sai quali fiori mettere? Su questo blog dedicato al giardinaggio fai da te troverai tante guide e schede tecniche sulle singole piante e specie, i consigli del mese e lo spazio per fare delle domande e ricevere delle risposte da una esperta di giardinaggio con il pollice verde e tanta esperienza.

I consigli di questo mese:

Geum Coccineum, per bordure luminose

Si tratta di piante poco esigenti, che non richiedono cure particolari, adatte per formare bordure, macchie di colore intenso in aiuole di perenni o nel giardino roccioso.

Manutenzione: l’unica necessaria è il taglio degli steli floreali quasi a livello del terreno. Porre le piante in posizioni ombreggiate. Resistono anche al sole se il terreno è fresco. Bagnare con regolarità per tenere il terreno fresco. Clima e temperatura: i geum coccineum resistono al freddo senza problemi, e dove il freddo non è particolarmente rigido una parte delle foglie sopravvive da un anno a quello successivo.
Il terreno: questa pianta tollera tutti i tipi di terreno purchè siano alleggeriti con torba o terriccio di foglia.

Concimazione: utilizzare un normale fertilizzante a lenta cessione per piante da fiore. Da primavera in autunno distribuire terriccio di letame.

Non è soggetta a malattie ricorrenti, è una pianta rustica.

Il geum coccineum borisii strain è una pianta erbacea di altezza modesta (circa 30 centimetri), adatta per fare bordure che durino a lungo. Consigli di coltivazione:

  • porre in posizione ombreggiata; se il terreno è fresco resiste anche al sole.
  • bagnare con regolarità per tener fresco il terreno. Tollera tutti i tipi di terreno purchè siano alleggeriti con torba o terriccio di foglia. Preferisce PH tendenzialmente acido.
  • il geum coccineum predilige il clima temperato: resiste al freddo senza problemi dove l’inverno non è particolarmente rigido. Una parte delle foglie sopravvive da un anno all’altro
  • concimare con un fertilizzante a lenta cessione per piante da fiore (da primavera). In autunno distribuire terriccio di letame

La riproduzione avviene ogni 3-4 anni: dividere i cespi ben sviluppati.

bonsai

Il bonsai

Bonsai è l’arte di creare miniature di alberi, coltivandoli per anni in un piccolo vaso. Con questa particolare tecnica si guida infatti del materiale vegetale ad assumere forme e dimensioni volute, pur rispettandone completamente l’equilibrio vegetativo e funzionale.

Luce, aria e acqua sono gli elementi fondamentali che permettono ai nostri bonsai di sopravvivere. Tenerlo posizionato in una zona luminosa, a meno di un metro dalla finestra, e mantenere la temperatura tra i 15 e i 25 gradi. In inverno è necessario nebulizzare spesso la chioma (il fogliame) con acqua non calcarea. Quando lo stato superficiale della terra risulta al tatto umido non è necessario annaffiare. Quando invece risulta asciutto si innaffia in modo tale da bagnare uniformemente tutte le zone del vaso. Se la pianta è sana e continua a crescere e sviluppare nuove vegetazioni significa che consuma le sostanze nutritive presenti nella terra. In questo caso sarà bene ripristinare la presenza con la concimazione, anche se con minor frequenza rispetto alla stagione vegetativa (primavera/autunno), evitando i mesi caldi di luglio e agosto.
Concimazione: si somministra ogni 8-10 giorni il concime liquido organico Bonson o in alternativa – una volta al mese – il concime organico aburukasu bonsan, che mantiene alta la qualità del terreno nutrendo i microorganismi presenti nella terra.

I bonsai in estate soffrono, date le ridotte dimensioni del vaso. Mettiamoli all’aperto, ma non al sole diretto. Cercare un posizione luminosa, e per farli stare bene si possono sistemare su un largo sottovaso riempito di argilla espansa, sempre bagnata. Al mattino nebulizzare il fogliame e il terreno con acqua non calcarea possibilmente a temperatura ambiente.

Consigli invernali: i bonsai necessitano in questo periodo di riposo invernale, per questo mettiamoli in un ambiente luminoso ma fresco, e limitiamo le annaffiature.
Se si nota che sul terreno dei vasi si forma uno strato leggere biancastro non bisogna preoccuparsi: è per lo più costituito da sali minerali portati in superficie. Togliamo un leggero strato di terra e quindi ripristiniamo il livello con nuovo terriccio.
I bonsai vivono più a lungo degli alberi che crescono in natura. Per fare in modo che la pianta prenda luce su tutti i lati ogni 15 giorni ruotarla di 180 gradi.

Bonsai del cotogno. Il nome scientifico del cotogno del Giappone è Chaenomeles japonica. Resiste bene al freddo. Esposizione: piena luce. Concimazioni solo nel periodo vegetativo. Terminata la fioritura estiva necessita della potatura dei rami e di legatura (con filo plastificato).

Il bonsai di pino invece a fine estate richiede che si asportino i germogli (farlo con la punta delle dita). Terminata l’operazione si potrà provvedere alla potatura vera e propria.

cure dopo inverno

Consigli di marzo per le piante in casa

Nel mese di arrivo della primavera verifichiamo che le piante non abbiano sofferto molto durante l’inverno. Teniamole pulite dalle foglie ingiallite. Con l’allungamento delle giornate le piante riprendono a vegetare con maggior vigore e anche le annaffiature: iniziate le concimazioni con prodotti liquidi, ogni 15 giorni, in dosi dimezzate.

In giardino piantate le erbacee nelle bordure. Piantate alberi, arbusti, rampicanti. Concimate le aiuole.

Disinfettiamo le piante prima del loro risvglio, prima che inizino a svilupparsi. E’ utile trattarle con poltiglia bordolese, per eliminare qualsiasi agente infettivo abbia svernato sulla pianta.

Questo trattamento ha un’importante azione preventiva contro tutte le malattie fungine e gli attacchi parassitari in genre, e in molti casi ci eviterà di intervenire sulla pianta quando questa è nel pieno della fioritura o della fruttificazione.

Callicarpa, la pianta dai bei frutti

Le specie “callicarpa dichotoma” o “callicarpa purpurea”, con fiori rosa in luglio, lasciano il posto a frutti di color lilla intenso. Sono resistenti alle alte temperature. Tranne la “callicarpa caudales” e la “callicarpa rubella” (adatte solo a regioni a clima mite), le callicarpe sono resistenti alle basse temperature se protette da una buona pacciatura. In ogni caso spesso le piante danneggiate dal gelo ricacciano nuovi germogli dalla base.

La coltivazione è medio/facile. L’esposizione deve essere in pieno sole. Resiste alle alte temperature, fiorisce in estate.

Cura: annaffiare dopo la messa a dimora, e nei periodi di siccità. La callicarpa si coltiva in piena terra. Non ha particolari esigenze per quanto riguarda il terreno, anche se preferisce i terreni piuttosto fertili. E’ consigliabile effettuare una concimazione organica, poichè produce fiori e frutti su i rami dell’anno. A fine inverno/inzio primavera è necessario tagliare i rami dell’anno precedente a una quindicina di centimetri da terra..

papiro

Il papiro: come moltiplicarlo e curarlo

Il papiro è una pianta ornamentale che sviluppa ombrelle con foglie lineari e infiorescenze a grappolo.

Se avete un esemplare di questa pianta e volete moltiplicarla per talea: si può fare a marzo e per tutta la durata della bella stagione.

  • Bisogna recidere il ciuffo di foglie apicali con 3 centimetri di stelo;
  • si tagliano da una buona metà tutte le foglie dell’apice ponendole capovolte in un bicchiere pieno d’acqua; nel giro di 12-15 giorni saranno spuntate le radici.
  • Si pianta l’apice radicato in un vaso, con terriccio e sabbia di fiume in parti uguali, lasciando spuntare dal substrato il pezzo di telo;
  • il terriccio deve essere sempre un po’ umido, e nel sottovaso deve esserci sempre 2/3 dita di acqua.

Il  papiro va tenuto in casa fino a primavera inoltrata.

Consigli estivi per la pianta di papiro
Se il papiro ha una certa età e un aspetto sofferente è comprensibile. In questo caso il consiglio è di estrarlo dal vaso e tagliare con un coltello le radici per ridurle il più possibile. Dopo aver cambiato il terriccio, sistemare il papiro in un contenitore nuovo. Per la sua sana crescita va ricordato che gli va somministrato del concime una volta al mese. E’ anche importante assicurargli il giusto grado di umidità: questa pianta vive lungo i fiumi e le paludi, per cui il suo vaso va tenuto sempre bagnato con abbondante acqua, e ora che fa caldo bisogna aumentare l’umidità ambientale spruzzando acqua nebulizzata.

Come allungare la vita alla pianta di papiro in casa
Il comportamento colonnare e le foglie simili alle bacchette di un ombrello aperto rendono il papiro adatto a fare bella mostra di sè. Oltretutto è una pianta molto robusta, si ammala raramente ed è facile da coltivare. Regola fondamentale: controllare che il papiro abbia sempre acqua nel sottovaso: in natura questa pianta vive vicino alle paludi, perciò le sue radici devono poter bere in continuazione. Quando ci si accorge che le radici fuoriescono dal contenitore significa che è il momento di rinvasare.

Altri consigli: concimare a primavera e in estate. Se possibile, portarlo all’aria aperta, soprattutto in giornate di piogga. Una bella doccia gli allungherà la vita.

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