Elenco delle specie di piante maggiormente utilizzate nelle opere diIngegneria Naturalistica
Famiglia delle GIMNOSPERME
Cupressus sempervirens Cipresso comune Nota essenza decorativa sempreverde utilizzata nelconsolidamento di terreni franosi e scarpate
Juniperus communis Ginepro comune Conifera sempreverde a portamento basso, ramoso confoglie lineari tipica delle regioni montuose dell’Europacentro-meridionale, è utilizzata nel consolidamento di terreni franosi e scarpate
Larix decidua Larice comune, larice europeo E’ una pianta molto rustica, importante per la produzione dilegname, utilizzata nel consolidamento di terreni franosi escarpate
Pinus halepensis Pino d’Aleppo Sempreverde, è coltivato in parchi e giardini. Riveste particolare importanza per l’aspetto estetico del paesaggio ed è adatto al consolidamento di terreni franosi e scarpate inambienti marini

Pino d'aleppo (credits: Incendiboschivi.org)
Pinus pinaster Pino marittimo Sempreverde, riveste particolare importanza per l’aspetto estetico del paesaggio ed è adatto al consolidamento diterreni franosi e scarpate in ambienti marini
Famiglia delle ANGIOSPERME
Acer campestris Acero campestre Pianta molto rustica diffusa nell’Europa centro-meridionale spesso coltivata a sostegno delle viti, è adatta alconsolidamento di terreni franosi e scarpate
Acer platanoides Acero platanoide, acero riccio Pianta molto rustica originaria dell’Europa centrale edell’Asia anteriore. Fornisce un legname color biancosporco, venato, a fibra compatta ed è utilizzata per il consolidamento di terreni franosi e scarpate
Acer pseudoplatanus Acero fico, acero di monte Pianta molto rustica diffusa sulle nostre Alpi e sugli Appennini fino in Sicilia. Ha legno pregevole ricercato perla produzione di violini ed adatta al consolidamento di terreni franosi e scarpate
Ailanthus glandulosa Ailanto Importata dalla Cina nel 1775, oggi si usa a scopodecorativo. E’ una pianta pioniera e quindi particolarmente adatta al recupero di discariche
Alnus cordata Ontano napoletano, ontano cordato È una pianta molto rustica distribuita nell’Europa, nell’Asiaboreale e media, nell’America boreale e nelle Ande. Vegeta nelle zone umide ed è spesso utilizzato nel consolidamento delle sponde di fiumi e torrenti
Amorpha fruticosa Falso indaco, indaco bastardo Pianta molto rustica, pioniera, simile alla Robinia dalla quale si distingue preferendo suolo umido ed arenoso. Particolarmente adatta al recupero di cave e discariche
Arbutus unedo Corbezzolo In Italia cresce spontaneamente dalla regione marittima ai colli
Buddleia davidii Genere appartenente alle Buddleiacee, diffuso nelle regioni tropicali e sub-tropicali. Sono piante pioniere quindi adatte al recupero di cave ediscariche
Buxus sempervirens BossoTipico dell’Europa meridionale, mediterranea ed atlantica, èun sempreverde molto usato per la formazione di siepi obordure. Velenoso, utilizzato nel consolidamento di terrenifranosi e scarpate in alcune zone può risultare infestantedella macchia
Carpinus betulus Carpino bianco, carpino comune Comune nei boschi e nelle siepi è una pianta molto rusticache si moltiplica bene sia per seme che per talea. Dal legnoottimo è una pianta adatta al consolidamento di scarpate eterreni franosi
Castanea sativa Castagno Vive a lungo e prospera sulle pendici montuose su qualsiasiterreno purché non calcareo (300-900 metri s.l.m.). E’ unapianta molto rustica dal legno resistente alle intemperie, si presta molto bene al consolidamento di scarpate e terrenifranosi
Cercis siliquastrum Albero di Giuda, siliquastro E’ in genere utilizzato come pianta ornamentale, ma è adatta al consolidamento di terreni franosi e scarpate inzone marine
Cornus mas Corniolo Specie legnosa utilizzata a scopo decorativo o produttivo(legname), molto rustica e quindi adatta al consolidamento di scarpate e terreni franosi
Cornus sanguinea Sanguinella Specie legnosa utilizzata a scopo decorativo o produttivo (legname), molto rustica e quindi adatta al consolidamentodi scarpate e terreni franosi
Crataegus oxyacantha Biancospino europeo, biancospino selvatico Specie molto rustica tipica delle regioni temperate,diffusissima in siepi, boschi e macchie. E’ adatta alconsolidamento di terreni franosi e scarpate
Euonimus europaeus Berretta del prete, fusaggine Diffusa in Europa meridionale è una specie molto rustica adatta al consolidamento di terreni franosi e scarpate
Fagus selvatica Faggio E’ una pianta molto rustica, indigena delle nostre regioni montane (900-2000 metri s.l.m.), particolarmente adatta alleopere di consolidamento di versanti, scarpate e terreni franosi
Fraxinus angustifolia Frassino I caratteri di rusticità, la facilità con cui si propaga perinnesto e la bellezza della chioma ne hanno determinato ilsuccesso e la diffusione. E’ particolarmente adatta alleopere di consolidamento di scarpate e terreni franosi in zonemarine
Fraxinus excelsior Frassino maggiore, frassino comune I caratteri di rusticità, la facilità con cui si propagano perinnesto e la bellezza della chioma ne hanno determinato ilsuccesso e la diffusione. E’ particolarmente adatta alle opere di consolidamento di scarpate e terreni franosi
Fraxinus ornus Ornello, orno, frassino da manna I caratteri di rusticità, la facilità con cui si propagano perinnesto e la bellezza della chioma ne hanno determinato ilsuccesso e la diffusione. E’ particolarmente adatta alle opere di consolidamento di scarpate e terreni franosi
Laburnum anagyroides (Cytisus laburnum) Maggiociondolo, citiso comune Appartiene alla nostra flora spontanea delle boscaglie montuose e collinari, è una pianta molto rustica e quindi utilizzata nelle opere di consolidamento dei versanti
Laurus nobilis Alloro, lauro Albero o arbusto sempreverde comune nella regione mediterranea ma che vive fino ad 800 metri s.l.m.. Siutilizza nelle opere di consolidamento di scarpate e terreni franosi
Melia azedarach Albero dei rosari E’ originario dell’Asia meridionale dove si coltiva per il suolegno da costruzione, è una pianta adatta alle zone marine utilizzata nelle opere di con solidamento di scarpate e terreni franosi
Myrtus communis Mirto Alberi e arbusti sempreverdi, maggiormente utilizzati nellaregione mediterranea per consolidare terreni franosi escarpate
Phillyrea angustifolia (Phillyrea latifoglia) Olivastro, olivello, ilatro comune, fillireaa foglie strette. Sempreverde tipico della macchia mediterranea utilizzatinelle zone marine per consolidare terreni franosi e scarpate
Populus alba Pioppo bianco Diffusissimo in Italia predilige luoghi boschivi, freschi ed umidi. Si utilizza nel consolidamento di sponde di fiumi etorrenti, ma si adatta bene anche ad opere realizzate inambienti marini
Populus canescens Pioppo zatterino,pioppo grigio Molto rustica predilige luoghi boschivi, freschi ed umidi edè utilizzata nel consolidamento di sponde di fiumi e torrenti
Populus nigra Pioppo nero, pioppo cipressino Molto rustica predilige luoghi boschivi, freschi ed umidi ed è utilizzata nel consolidamento di sponde di fiumi e torrenti
Populus tremula Pioppo tremolo, tremolo Molto rustica predilige luoghi boschivi, freschi ed umidi ed è utilizzata nel consolidamento di sponde di fiumi e torrenti
Prunus avium Ciliegio dolce Specie molto rustica, autoctona, comunissima e adatta alleopere di consolidamento di scarpate e terreni franosi
Pterocarya fraxinifolia Pterocaria, noce del Caucaso Il genere cui appartiene è nativo dell’Asia. Pianta moltorustica, amante dell’umidità, utilizzata nel consolidamentodi sponde di fiumi e torrenti
Quercus cerris Cerro Specie molto rustica, decorativa, utilizzata per ilconsolidamento di terreni franosi e scarpate
Quercus ilex Leccio Sempreverde adatta a zone marine, utilizzata per ilconsolidamento di terreni franosi e scarpate
Quercus pubescens Roverella Specie adatta a zone marine utilizzata per il consolidamentodi terreni franosi e scarpate
Robinia pseudoacacia Robinia, acacia, falsa acacia E’ di origine nordamericana ma ormai è naturalizzata, nota per le sue caratteristiche di rusticità (pianta pioniera) èutilizzata nel recupero di cave e discariche
Salix alba Salice bianco Il genere a cui appartiene è molto diffuso nelle regioniextratropicali. E’ una pianta che prospera in terreni profondie umidi, particolarmente adatta al consolidamento di sponde di fiumi e torrenti
Salix caprea Salicone, salice delle capre Il genere a cui appartiene è molto diffuso nelle regioniextratropicali. E’ una pianta che prospera in terreni profondie umidi, particolarmente adatta al consolidamento di sponde di fiumi e torrenti
Sorbus aucuparia Sorbo degli uccellatori Tipica dei nostri boschi montani è una pianta molto rustica utilizzata negli interventi di consolidamento di scarpate eterreni franosi
Spartium junceum Ginestra odorosa Tipica della regione mediterranea è comune nelle zone aride, rupestri e boschive. E’ adatta ad interventi diconsolidamento di scarpate e terreni franosi in zone marine
Syringa vulgaris Lillà, siringa, serenella E’ un’oleacea arbustiva decisamente rustica che forma forticespugli fioriferi, adatta alle opere di consolidamento discarpate e terreni franosi
Teucrium fruticans Teucrio Specie sempreverde indigena, comune negli incolti aridi esoleggiati, utilizzata per il consolidamento di scarpate eterreni franosi
Ulex europaeus Ginestrone Sempreverde indigena, piuttosto comune, ornamentale. E’utilizzata per il consolidamento di scarpate e terreni franosi
Viburnum opulus Palla di neve, oppio Specie rustica e decorativa adatta alla formazione dimacchie e siepi, utilizzata nel consolidamento di scarpate eterreni franosi
Viburnum tinus Lentaggine, viburno-tino, lauro-tino,alloro-tino Specie rustica e decorativa, sempreverde adatta agliambienti marini, utilizzata nel consolidamento di scarpate eterreni franosi
Acer campestre Acero comune,Oppio, Testuccio, Loppio, chioppo. E’ una specie diffusa in gran Parte dell’Europa, con esclusione delle sole regioni dell’estremo nord, giungendo sino all’Inghilterra e alla Svezia meridionale, presente in tutto il bacino Mediterraneo, in Anatolia, in Nordafrica e nell’Asia occidentale, molto comune in Italia sia come arbusto spontaneo sia come albero coltivato per ornamento o co me tutore vivo della vite nelle campagne del Nord. Questo acero è presente spontaneamente come specie accompagnatrice in diversi tipi di boschi della nostra penisola con esclusione delle zone più meridionali, è presente negli orizzonti collinari e montani fino a 1.200 metri di altitudine, largamente rappresentato soprattutto nei boschi misti di latifoglie di pianura dove spesso è la specie dominante, nella pianura padana in consociazione ad altre essenze arbustive forma dense siepi ai margini dei campi e sulle sponde di fossi e canali. Portamento: è un albero caducifoglio con chioma fitta larga e tondeggiante anche se lo si può trovare spesso come arbusto o cespuglione, all’interno di dense siepi. Il tronco è spesso contorto e fittamente ramificato, con rami divergenti e color cannella, all’apice si presentano lisci e tomentosi, verso il tronco invece presentano costolature s gherose tipiche della specie. Predilige le esposizioni solatie o di media ombra e i terreni freschi e profondi ma non umidi, vive spontaneo in boschi di latifoglie in pianura e collina. E’ una specie termofila, sopporta la siccità e gli inverni lunghi e freddi, venti forti e ricchi di salsedine, tollera l’inquinamento atmosferico. Sviluppo: è un piccolo albero a lento accrescimento, tra gli aceri infatti è uno di quelli a mino velocità di sviluppo, raggiunge raramente i 15 metri di altezza, ma ha un’ottima longevità (200 anni). Il legno è pregiato e ottimo come combustibile, impiegato per la costruzione di strumenti musicali e attrezzi, è particolarmente duro ed elastico, ha alburno roseo-chiaro con venature rossastre. Cresce vigoroso in terreni calcarei, argillosi e profondi ma essendo una essenza rusticissima e frugale si adatta molto bene anche in terreni più poveri, rifuggendo soltanto da quelli eccessivamente umidi o particolarmente aridi. In terreni molto poveri di sostanze nutritive, la specie ce solo come arbusto. L’apparato radicale è moderatamente profondo e sviluppato, costituito prevalentemente da una fitta trama di radici di medie dimensioni che assicurano alla pianta un ottimo ancoraggio anche in terreni poco consistenti. Allo stato spontaneo costituisce una importante essenza forestale per il consolidamento di argini o per il rimboschimento di terreni incolti, è una delle piante più diffuse del paesaggio rurale delle nostre campagne, in quanto un tempo veniva impiegato come tutore vivo per le viti o come essenza arbustiva nelle siepi poderali.

febbraio 17th, 2010
franco
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gentile Verde Blog, Su una collina marchigiana fronte nare (330mt) dispongo di un terreno di circa ht 1,60, non coltivato; dato in affitto di cui non percepisco nulla, accontentandomi del fatto che annualmente viene tagliata l’erba.
Poiché detta collina trovasi in una zona franosa, in cui possiedo una casa, sto pensando di farvi una piantagione di alberi. Nell’ambito della politica ambientale, a chi posso rivolgermi? è possibile ottenere alberi gratis? che tipo di alberi ? che non richiedano però successivamente alla piantagione spese per la sua cura? quali sono i vincoli? grazie
coliina di s.mauro t.se.
frana di continuo xchè c’è acqua e tufo.
che piante mettere??
grazie
In zone collinari di ampia estensione si usano:
acero campestre
robinia (robinia pseudoacacia)
carpino (carpinus betulus)
rovella (quercus pubescens)
sorbus domestica
Negli ambienti fluviali per consolidare le sponde dei corsi d’acqua o le zone adiacenti si suggeriscono:
salice (salix alba)
ontano nero (alnus glutinosa)
gelso (morus alba)
sambuco (sambucus nigra)
Gli alberi vengono generalmente posti a dimora sotto forma di talea radicata o di giovane pianta di 2-3 anni, in autunno, prima che il terreno geli, oppure in primavera. Si collocano nell’area di pendenza, oppure nel terreno posto poco al di sopra della scarpata o tra l’intreccio di palificazioni in legno che contengono gli ampi volumi di terra utilizzati quale elemento di sostegno dei suoli in forte pendenza.
Con il tempo la crescita delle piante tende a mascherare le eventuali palizzate. Dopo alcuni anni (10-12) indicativamente il legno dei pali non avrà più la funzione di contenimento del terreno, saranno gli apparati radicali delle piante a svolgere la funzione di consolidamento delle pendenze. La manutenzione successiva alla messa a dimora delle piante è di scarsa entità e si limita solo per i primi 2-3 anni successivi all’impianto.
a seguito di prolungato periodo eccessivamente piovoso si è verificato nel mio terreno uno smottamento tipico a cucchiaio per evitare opere ingegneristiche importanti e comunque costose, volevo piantare alberi le cui radici affondando nel terreno per almeno 4 metri. quali essenze mi consigliate? ne esistono alcune anche a carattere cespuglioso?
Salve anche io ho il problema dello smottamento , abbiamo costruito una palizzata con pali verticali di circa 15 cm di diametro infissi nel terreno, ad essi sono legati postti in orizzontale pali di circa 13cm di diametro lunghi due metri, un muro di legno lungo 16 metri e alto circa 1.40 tutto in castagno e rivestito con il catrame liquido. Il tutto è posto sulla parte alta di un bosco di querce con terreno siliceo e fitta vegetazione autoctona da macchiamediterranea. Io nella parte da piantumare ho pensato alla ginestra (Spartium Junceaum) e al bosso (buxus sempervirens) per una fascia lunga 16 metri e larga circa 1 m. Il dubbio è che al piede del muro vegetale ci sono le querce alte che fanno ombra e quindi non so se la ginestra è adatta o no. Che ne pensate?
@carla
I fenomeni di dissesto idrogeologico sono purtroppo assai diffusi, soprattutto nelle aree collinari di montagna. Prevenirli o ridurli fortemente è possibile con la vegetazione giusta, che svolge un ruolo di fondamentale importanza nel controllo dell’erosione superficiale e nel consolidamento del suolo. Bisogna adottare soluzioni dall’ingegneria naturalistica. Nei casi di lieve o media erosione del terreno io posso consogliare che i requisiti fondamentali delle piante indicate per terreni franosi devono avere:
radici molto ramificate
rapida crescita
resistenza alle malattie
scarsa richiesta di cure culturali
buon adattamento
omogeneità con il panorama esistente
In zone collinari di ampia estensione si usano: acero campestre, robini pseudo acacia, carpinio (carpinus betulus), il sorbo (sorbus).
Arbusti per giardino a sviluppo più contenuto, anche come apparato radicale: lobelia grandiflora (che raggiunge l’altezza di 50/60cm), spirea japonica (arriva a 70/80cm), forsizia nana (raggiunge i 40/50cm), potentilla (arriva all’altezza di 80/10cm), rosa canina coprisuolo (che arriva al massimo 30/50cm)
Arbusti sempreverdi: ginestra (genista lydia), ginestra di spagna spartium junceum (arriva a 50/60cm di altezza), lonicera, lentisco (altezza massima 120/140cm), cotonester (altezza massima 40/50cm)
Tappezzanti sempreverdi (limitata altezza di 20/40cm) : tra le specie più usate vi sono la vinca minor e liriope, iperico convallaria, pachisandra. Si mettono a dimora tra i 6 e gli 8 cm.
Si consiglia la piantumazione usando materiale tipo teli biodegradabili, che durante il tempo vengono asportati.
In Piemonte (Cuneo), lungo un fiumiciattolo (bealera), oltrre i noti salici, per evitare le frane delle sponde, si possono usare degli alberi da frutto? Se si quali?
Grazie
io non so se oltre ai salici si possono usare degli alberi da frutto per evitare le frane delle sponde. Non mi risulta. Nel controllo dell’erosione superficiale e nel consolidamento del suolo, nei casi di lieve o media erosione, posso solo consigliarti delle piante con requisiti indicati per i terreni franosi, che devono avere radici molto ramificate con crescita rapida, resistenti alle malattie, scarsa richiesta di cure e buon adattamento con il panorama circostante.
In zone collinare di estensione ampia consiglio: acero campestre, robinia pseudoacacia, carpinia, rovella, sorbo. Arbusti a sviluppo più contenuto: la spirea japonica, la forsizia nana, la rosa canina coprisuolo, la potentilla, la ginestra “genista” e la “ginestra junceum” tappezzante. Tra le specie più usate vi sono: vinca minor, iperico, pachisandra, cotoneaster.
Salve ho letto tutte le domande e risposte, ho visto che consiglite prevalentemente l’acero campestre, io mi trovo in provincia di cuneo ed ho una scarpata lunga 10 metri per 80, negli ultimi anni ho avuto diversi smottamenti anche causati da una cattiva gestione delle acqua del proprietario sopra la mia scarpata, ho letto che l’acero non cresce molto velocemente sapete indicarmi qualcosa che cresca più velocemente con un buon apparato radicale, inoltre nel frattempo vorrei seminare dell’erba da fissare almeno la parte superficiale sapete indicarmi qualche tipo, temperature inverno anche meno 15 estate anche 35 C°.
Per valutare l’acquisto di questi aceri sapete indicarmi dove ? quanto costano ? e di che età vanno presi, grazie saluti.
ho una casa appena ristrutturata sita vicinissima ad un lago artificiale molto grande ke mi sta provocando lo scivolamento del piazzale antistante la casa e anche delle crepe nella stessa casa ho paura che frani tutto il terreno e quindi di perdere la casa.mi hanno consigliato di piantare delle piante attorno al lago ma non mi hanno detto che piante. io penso che ci vogliano delle piante con delle radici che vadano in profondita’ ma quali? grazie io vivo in sicilia(pa)
Salve ,abito vicino Firenze, in una casa costruita su di un terrapieno.La parte a nord dove ho l’ultima stanza,confina salvo un corridoio all’aperto di 50 cm con la parete del terrapieno che scende per un paio di metri sul giardino del vicinato,Il terreno argilloso provoca nella stagione estiva una carenza di terra progressiva ed uno spostamento del muro di contenimento nella direzione appunto della terra che sta al livello più basso.Avrei pensato di utilizzare degli alberi per contenere il fenomeno,da piantare a ridosso della parete nord.E’ una strada percorribile? E quali specie sono adatte?Grazie spero di avere dato sufficienti delucidazioni.