Consigli per l’azalea dopo la fioritura

Sia l’azalea, sia il rododendro non hanno bisogno di una particolare potatura per svilupparsi, ciò non di meno dopo la fioritura il loro aspetto è sfilacciato, con alcuni rami allungati e apparentemente vuoto di foglie. Questa pianta infatti tende a produrre nuove foglie all’apice dei rami, avendo un portamento arbustivo tende ad allungare i rami svuotando la parte centrale che riceve meno luce. La fioritura è un grande momento per l’azalea che quasi esaurisce le sue energie nella produzione dei fiori, tanto abbondanti da nascondere quasi completamente il fogliame. Le piante giovani risentono più di quelle vecchie di questo problema assumendo spesso un aspetto che la pianta pare come morta o comunque in grossa sofferenza. Da pianta bellissima passa in poche settimane in arbusto da mettere nascosto in un angolo. Cosa fare? Prima di ogni cosa, bisogna tagliare con le mani tutti i fiori appassiti. In secondo luogo bisogna tagliare tutti i rami lunghi regolandoli in modo che tutti i fusti abbiano la stessa lunghezza. Il risultato che bisogna ottenere è quello di una forma rotondeggiante della pianta, non importa se vuota e senza foglie. La cosa può dispiacere, ma in questo modo induciamo la pianta a emettere nuovi rami dalle gemme dormienti laterali. Saranno rami più corti che riempiranno ben presto la pianta facendole riassumere un aspetto compatto e pieno.

Insieme alla potatura possiamo rinvasare la pianta, scegliendo un vaso appena più grande di quello originario. Garantiamo un perfetto drenaggio con argilla espansa sul fondo e terriccio per acidofile di buona qualità.

4 Commenti

  1. perché le azalee da esterni (chioma irregolare) campano facilmente e rifioriscono a inizio primavera, mentre quelle da interni (con chioma compatta di uguale altezza), dopo la fioritura lentamente perdono foglie e vita. Cosa si può fare?

    • Il terreno è importantissimo affinché la camelia goda di buona salute: deve essere ben areato, con un elevato tenore di humus e un PH che si attesti sui 4,5 / 5,5. Se la si vuole coltivare in vaso la terra deve essere composta da torba, sabbia di fiume, verniculite, argilla espansa. Le azalee, insieme con i rododendri, gardenie, erica, skimmie e camelia, sono piante acidofile che necessitano per crescere sane di un terreno a reazione acida con forte componente organica. Un terreno tipico della brughiera o di altri ecosistemi ricchi di torba e dal disfacimento di foglie o di altri vegetali. Tutte le acidofile soffrono i terreni a ph basico e con presenza di calcare attivo, e richiedono un terriccio acido, con PH inferiore a 6,5.

  2. Le azalee appartengono al genere rhododendron, le specie sono numerose. La divisione più comune è quella tra azalee a fioritura precoce, media e tardiva. Un altro tipo di divisione è tra rustiche (specie che vivono bene all’aperto), non rustiche (delicate, da interni) e semirustiche (specie che possono vivere all’aperto ma richiedono molte cure nei periodi sfavorevoli). Tra le diverse specie e varietà la più famosa è l’azalea indica, che va coltivata in terrazza o giardino, in terreni calcarei ben drenati. Esposizione: molta luce ma non diretta. Annaffiare frequentemente in estate, più raramente in inverno. L’azalea da esterno si coltiva in piena terra o in vaso su balconi, generalmente le azalee da esterno sono resistenti sia alle alte, sia alle basse temperature, ma possono subire danni da freddo se sono piantate in posizioni molto umide. Annaffiature frequenti in vaso, mantenere umido il terriccio. Per sostenere la crescita, le piante dopo la fioritura vanno rinvasate con speciali terricciati acidi tra settembre e ottobre.

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