Piante antifrana adatte a consolidare terreni di collina

Elenco delle specie di piante maggiormente utilizzate nelle opere di Ingegneria Naturalistica

Famiglia delle GIMNOSPERME

Cupressus sempervirens Cipresso comune Nota essenza decorativa sempreverde utilizzata nelconsolidamento di terreni franosi e scarpate

Juniperus communis Ginepro comune Conifera sempreverde a portamento basso, ramoso confoglie lineari tipica delle regioni montuose dell’Europacentro-meridionale, è utilizzata nel consolidamento di terreni franosi e scarpate

Larix decidua Larice comune, larice europeo E’ una pianta molto rustica, importante per la produzione dilegname, utilizzata nel consolidamento di terreni franosi escarpate

Pinus halepensis Pino d’Aleppo Sempreverde, è coltivato in parchi e giardini. Riveste particolare importanza per l’aspetto estetico del paesaggio ed è adatto al consolidamento di terreni franosi e scarpate inambienti marini

 

Pino d'aleppo (credits: Incendiboschivi.org)

 

Pinus pinaster Pino marittimo Sempreverde, riveste particolare importanza per l’aspetto estetico del paesaggio ed è adatto al consolidamento diterreni franosi e scarpate in ambienti marini

Famiglia delle ANGIOSPERME

Acer campestris Acero campestre Pianta molto rustica diffusa nell’Europa centro-meridionale spesso coltivata a sostegno delle viti, è adatta alconsolidamento di terreni franosi e scarpate

Acer platanoides Acero platanoide, acero riccio Pianta molto rustica originaria dell’Europa centrale edell’Asia anteriore. Fornisce un legname color biancosporco, venato, a fibra compatta ed è utilizzata per il consolidamento di terreni franosi e scarpate

Acer pseudoplatanus Acero fico, acero di monte Pianta molto rustica diffusa sulle nostre Alpi e sugli Appennini fino in Sicilia. Ha legno pregevole ricercato perla produzione di violini ed adatta al consolidamento di terreni franosi e scarpate

Ailanthus glandulosa Ailanto Importata dalla Cina nel 1775, oggi si usa a scopodecorativo. E’ una pianta pioniera e quindi particolarmente adatta al recupero di discariche

Alnus cordata Ontano napoletano, ontano cordato È una pianta molto rustica distribuita nell’Europa, nell’Asiaboreale e media, nell’America boreale e nelle Ande. Vegeta nelle zone umide ed è spesso utilizzato nel consolidamento delle sponde di fiumi e torrenti

Amorpha fruticosa Falso indaco, indaco bastardo Pianta molto rustica, pioniera, simile alla Robinia dalla quale si distingue preferendo suolo umido ed arenoso. Particolarmente adatta al recupero di cave e discariche

Arbutus unedo Corbezzolo In Italia cresce spontaneamente dalla regione marittima ai colli

Buddleia davidii Genere appartenente alle Buddleiacee, diffuso nelle regioni tropicali e sub-tropicali. Sono piante pioniere quindi adatte al recupero di cave ediscariche

Buxus sempervirens BossoTipico dell’Europa meridionale, mediterranea ed atlantica, èun sempreverde molto usato per la formazione di siepi obordure. Velenoso, utilizzato nel consolidamento di terrenifranosi e scarpate in alcune zone può risultare infestantedella macchia

Carpinus betulus Carpino bianco, carpino comune Comune nei boschi e nelle siepi è una pianta molto rusticache si moltiplica bene sia per seme che per talea. Dal legnoottimo è una pianta adatta al consolidamento di scarpate eterreni franosi

Castanea sativa Castagno Vive a lungo e prospera sulle pendici montuose su qualsiasiterreno purché non calcareo (300-900 metri s.l.m.). E’ unapianta molto rustica dal legno resistente alle intemperie, si presta molto bene al consolidamento di scarpate e terrenifranosi

Cercis siliquastrum Albero di Giuda, siliquastro E’ in genere utilizzato come pianta ornamentale, ma è adatta al consolidamento di terreni franosi e scarpate inzone marine

Cornus mas Corniolo Specie legnosa utilizzata a scopo decorativo o produttivo(legname), molto rustica e quindi adatta al consolidamento di scarpate e terreni franosi

Cornus sanguinea Sanguinella Specie legnosa utilizzata a scopo decorativo o produttivo (legname), molto rustica e quindi adatta al consolidamentodi scarpate e terreni franosi

Crataegus oxyacantha Biancospino europeo, biancospino selvatico Specie molto rustica tipica delle regioni temperate,diffusissima in siepi, boschi e macchie. E’ adatta alconsolidamento di terreni franosi e scarpate

Euonimus europaeus Berretta del prete, fusaggine Diffusa in Europa meridionale è una specie molto rustica adatta al consolidamento di terreni franosi e scarpate

Fagus selvatica Faggio E’ una pianta molto rustica, indigena delle nostre regioni montane (900-2000 metri s.l.m.), particolarmente adatta alleopere di consolidamento di versanti, scarpate e terreni franosi

Fraxinus angustifolia Frassino I caratteri di rusticità, la facilità con cui si propaga perinnesto e la bellezza della chioma ne hanno determinato ilsuccesso e la diffusione. E’ particolarmente adatta alleopere di consolidamento di scarpate e terreni franosi in zonemarine

Fraxinus excelsior Frassino maggiore, frassino comune I  caratteri di rusticità, la facilità con cui si propagano perinnesto e la bellezza della chioma ne hanno determinato ilsuccesso e la diffusione. E’ particolarmente adatta alle opere di consolidamento di scarpate e terreni franosi

Fraxinus ornus Ornello, orno, frassino da manna I caratteri di rusticità, la facilità con cui si propagano perinnesto e la bellezza della chioma ne hanno determinato ilsuccesso e la diffusione. E’ particolarmente adatta alle opere di consolidamento di scarpate e terreni franosi

Laburnum anagyroides (Cytisus laburnum) Maggiociondolo, citiso comune Appartiene alla nostra flora spontanea delle boscaglie montuose e collinari, è una pianta molto rustica e quindi utilizzata nelle opere di consolidamento dei versanti

Laurus nobilis Alloro, lauro Albero o arbusto sempreverde comune nella regione mediterranea ma che vive fino ad 800 metri s.l.m.. Siutilizza nelle opere di consolidamento di scarpate e terreni franosi

Melia azedarach Albero dei rosari E’ originario dell’Asia meridionale dove si coltiva per il suolegno da costruzione, è una pianta adatta alle zone marine utilizzata nelle opere di con solidamento di scarpate e terreni franosi

Myrtus communis Mirto Alberi e arbusti sempreverdi, maggiormente utilizzati nellaregione mediterranea per consolidare terreni franosi escarpate

Phillyrea angustifolia (Phillyrea latifoglia) Olivastro, olivello, ilatro comune, fillireaa foglie strette. Sempreverde tipico della macchia mediterranea utilizzatinelle zone marine per consolidare terreni franosi e scarpate

Populus alba Pioppo bianco Diffusissimo in Italia predilige luoghi boschivi, freschi ed umidi. Si utilizza nel consolidamento di sponde di fiumi etorrenti, ma si adatta bene anche ad opere realizzate inambienti marini

Populus canescens Pioppo zatterino,pioppo grigio Molto rustica predilige luoghi boschivi, freschi ed umidi edè utilizzata nel consolidamento di sponde di fiumi e torrenti

Populus nigra Pioppo nero, pioppo cipressino Molto rustica predilige luoghi boschivi, freschi ed umidi ed è utilizzata nel consolidamento di sponde di fiumi e torrenti

Populus tremula Pioppo tremolo, tremolo Molto rustica predilige luoghi boschivi, freschi ed umidi ed è utilizzata nel consolidamento di sponde di fiumi e torrenti

Prunus avium Ciliegio dolce Specie molto rustica, autoctona, comunissima e adatta alleopere di consolidamento di scarpate e terreni franosi

Pterocarya fraxinifolia Pterocaria, noce del Caucaso Il genere cui appartiene è nativo dell’Asia. Pianta moltorustica, amante dell’umidità, utilizzata nel consolidamentodi sponde di fiumi e torrenti

Quercus cerris Cerro Specie molto rustica, decorativa, utilizzata per ilconsolidamento di terreni franosi e scarpate

Quercus ilex Leccio Sempreverde adatta a zone marine, utilizzata per ilconsolidamento di terreni franosi e scarpate

Quercus pubescens Roverella Specie adatta a zone marine utilizzata per il consolidamentodi terreni franosi e scarpate

Robinia pseudoacacia Robinia, acacia, falsa acacia E’ di origine nordamericana ma ormai è naturalizzata, nota per le sue caratteristiche di rusticità (pianta pioniera) èutilizzata nel recupero di cave e discariche

Salix alba Salice bianco Il genere a cui appartiene è molto diffuso nelle regioniextratropicali. E’ una pianta che prospera in terreni profondie umidi, particolarmente adatta al consolidamento di sponde di fiumi e torrenti

Salix caprea Salicone, salice delle capre Il genere a cui appartiene è molto diffuso nelle regioniextratropicali. E’ una pianta che prospera in terreni profondie umidi, particolarmente adatta al consolidamento di sponde di fiumi e torrenti

Sorbus aucuparia Sorbo degli uccellatori Tipica dei nostri boschi montani è una pianta molto rustica utilizzata negli interventi di consolidamento di scarpate eterreni franosi

Spartium junceum Ginestra odorosa Tipica della regione mediterranea è comune nelle zone aride, rupestri e boschive. E’ adatta ad interventi diconsolidamento di scarpate e terreni franosi in zone marine

Syringa vulgaris Lillà, siringa, serenella E’ un’oleacea arbustiva decisamente rustica che forma forticespugli fioriferi, adatta alle opere di consolidamento discarpate e terreni franosi

Teucrium fruticans Teucrio Specie sempreverde indigena, comune negli incolti aridi esoleggiati, utilizzata per il consolidamento di scarpate eterreni franosi

Ulex europaeus Ginestrone Sempreverde indigena, piuttosto comune, ornamentale. E’utilizzata per il consolidamento di scarpate e terreni franosi

Viburnum opulus Palla di neve, oppio Specie rustica e decorativa adatta alla formazione dimacchie e siepi, utilizzata nel consolidamento di scarpate eterreni franosi

Viburnum tinus Lentaggine, viburno-tino, lauro-tino,alloro-tino Specie rustica e decorativa, sempreverde adatta agliambienti marini, utilizzata nel consolidamento di scarpate eterreni franosi

Acer campestre Acero comune,Oppio, Testuccio, Loppio, chioppo. E’ una specie diffusa in gran Parte dell’Europa, con esclusione delle sole regioni dell’estremo nord, giungendo sino all’Inghilterra e alla Svezia meridionale, presente in tutto il bacino Mediterraneo, in Anatolia, in Nordafrica e nell’Asia occidentale, molto comune in Italia sia come arbusto spontaneo sia come albero coltivato per ornamento o come tutore vivo della vite nelle campagne del Nord. Questo acero è presente spontaneamente come specie accompagnatrice in diversi tipi di boschi della nostra penisola con esclusione delle zone più meridionali, è presente negli orizzonti collinari e montani fino a 1.200 metri di altitudine, largamente rappresentato soprattutto nei boschi misti di latifoglie di pianura dove spesso è la specie dominante, nella pianura padana in consociazione ad altre essenze arbustive forma dense siepi ai margini dei campi e sulle sponde di fossi e canali. Portamento: è un albero caducifoglio con chioma fitta larga e tondeggiante anche se lo si può trovare spesso come arbusto o cespuglione, all’interno di dense siepi. Il tronco è spesso contorto e fittamente ramificato, con rami divergenti e color cannella, all’apice si presentano lisci e tomentosi, verso il tronco invece presentano costolature s gherose tipiche della specie. Predilige le esposizioni solatie o di media ombra e i terreni freschi e profondi ma non umidi, vive spontaneo in boschi di latifoglie in pianura e collina. E’ una specie termofila, sopporta la siccità e gli inverni lunghi e freddi, venti forti e ricchi di salsedine, tollera l’inquinamento atmosferico. Sviluppo: è un piccolo albero a lento accrescimento, tra gli aceri infatti è uno di quelli a mino velocità di sviluppo, raggiunge raramente i 15 metri di altezza, ma ha un’ottima longevità (200 anni). Il legno è pregiato e ottimo come combustibile, impiegato per la costruzione di strumenti musicali e attrezzi, è particolarmente duro ed elastico, ha alburno roseo-chiaro con venature rossastre. Cresce vigoroso in terreni calcarei, argillosi e profondi ma essendo una essenza rusticissima e frugale si adatta molto bene anche in terreni più poveri, rifuggendo soltanto da quelli eccessivamente umidi o particolarmente aridi. In terreni molto poveri di sostanze nutritive, la specie ce solo come arbusto. L’apparato radicale è moderatamente profondo e sviluppato, costituito prevalentemente da una fitta trama di radici di medie dimensioni che assicurano alla pianta un ottimo ancoraggio anche in terreni poco consistenti. Allo stato spontaneo costituisce una importante essenza forestale per il consolidamento di argini o per il rimboschimento di terreni incolti, è una delle piante più diffuse del paesaggio rurale delle nostre campagne, in quanto un tempo veniva impiegato come tutore vivo per le viti o come essenza arbustiva nelle siepi poderali.

Nota aggiuntiva:

In zone collinari di ampia estensione si usano:
acero campestre
robinia (robinia pseudoacacia)
carpino (carpinus betulus)
rovella (quercus pubescens)
sorbus domestica

Negli ambienti fluviali per consolidare le sponde dei corsi d’acqua o le zone adiacenti si suggeriscono:
salice (salix alba)
ontano nero (alnus glutinosa)
gelso (morus alba)
sambuco (sambucus nigra)

104 pensieri riguardo “Piante antifrana adatte a consolidare terreni di collina

  1. gentile Verde Blog, Su una collina marchigiana fronte nare (330mt) dispongo di un terreno di circa ht 1,60, non coltivato; dato in affitto di cui non percepisco nulla, accontentandomi del fatto che annualmente viene tagliata l’erba.
    Poiché detta collina trovasi in una zona franosa, in cui possiedo una casa, sto pensando di farvi una piantagione di alberi. Nell’ambito della politica ambientale, a chi posso rivolgermi? è possibile ottenere alberi gratis? che tipo di alberi ? che non richiedano però successivamente alla piantagione spese per la sua cura? quali sono i vincoli? grazie

  2. In zone collinari di ampia estensione si usano:
    acero campestre
    robinia (robinia pseudoacacia)
    carpino (carpinus betulus)
    rovella (quercus pubescens)
    sorbus domestica

    Negli ambienti fluviali per consolidare le sponde dei corsi d’acqua o le zone adiacenti si suggeriscono:
    salice (salix alba)
    ontano nero (alnus glutinosa)
    gelso (morus alba)
    sambuco (sambucus nigra)

    Gli alberi vengono generalmente posti a dimora sotto forma di talea radicata o di giovane pianta di 2-3 anni, in autunno, prima che il terreno geli, oppure in primavera. Si collocano nell’area di pendenza, oppure nel terreno posto poco al di sopra della scarpata o tra l’intreccio di palificazioni in legno che contengono gli ampi volumi di terra utilizzati quale elemento di sostegno dei suoli in forte pendenza.

    Con il tempo la crescita delle piante tende a mascherare le eventuali palizzate. Dopo alcuni anni (10-12) indicativamente il legno dei pali non avrà più la funzione di contenimento del terreno, saranno gli apparati radicali delle piante a svolgere la funzione di consolidamento delle pendenze. La manutenzione successiva alla messa a dimora delle piante è di scarsa entità e si limita solo per i primi 2-3 anni successivi all’impianto.

  3. a seguito di prolungato periodo eccessivamente piovoso si è verificato nel mio terreno uno smottamento tipico a cucchiaio per evitare opere ingegneristiche importanti e comunque costose, volevo piantare alberi le cui radici affondando nel terreno per almeno 4 metri. quali essenze mi consigliate? ne esistono alcune anche a carattere cespuglioso?

  4. a seguito di prolungato periodo eccessivamente piovoso si è verificato nel mio terreno uno smottamento tipico a cucchiaio per evitare opere ingegneristiche importanti e comunque costose, volevo piantare alberi le cui radici affondando nel terreno per almeno 4 metri. quali essenze mi consigliate? ne esistono alcune anche a carattere cespuglioso?

  5. Salve anche io ho il problema dello smottamento , abbiamo costruito una palizzata con pali verticali di circa 15 cm di diametro infissi nel terreno, ad essi sono legati postti in orizzontale pali di circa 13cm di diametro lunghi due metri, un muro di legno lungo 16 metri e alto circa 1.40 tutto in castagno e rivestito con il catrame liquido. Il tutto è posto sulla parte alta di un bosco di querce con terreno siliceo e fitta vegetazione autoctona da macchiamediterranea. Io nella parte da piantumare ho pensato alla ginestra (Spartium Junceaum) e al bosso (buxus sempervirens) per una fascia lunga 16 metri e larga circa 1 m. Il dubbio è che al piede del muro vegetale ci sono le querce alte che fanno ombra e quindi non so se la ginestra è adatta o no. Che ne pensate?

  6. @carla
    I fenomeni di dissesto idrogeologico sono purtroppo assai diffusi, soprattutto nelle aree collinari di montagna. Prevenirli o ridurli fortemente è possibile con la vegetazione giusta, che svolge un ruolo di fondamentale importanza nel controllo dell’erosione superficiale e nel consolidamento del suolo. Bisogna adottare soluzioni dall’ingegneria naturalistica. Nei casi di lieve o media erosione del terreno io posso consogliare che i requisiti fondamentali delle piante indicate per terreni franosi devono avere:
    radici molto ramificate
    rapida crescita
    resistenza alle malattie
    scarsa richiesta di cure culturali
    buon adattamento
    omogeneità con il panorama esistente

    In zone collinari di ampia estensione si usano: acero campestre, robini pseudo acacia, carpinio (carpinus betulus), il sorbo (sorbus).
    Arbusti per giardino a sviluppo più contenuto, anche come apparato radicale: lobelia grandiflora (che raggiunge l’altezza di 50/60cm), spirea japonica (arriva a 70/80cm), forsizia nana (raggiunge i 40/50cm), potentilla (arriva all’altezza di 80/10cm), rosa canina coprisuolo (che arriva al massimo 30/50cm)
    Arbusti sempreverdi: ginestra (genista lydia), ginestra di spagna spartium junceum (arriva a 50/60cm di altezza), lonicera, lentisco (altezza massima 120/140cm), cotonester (altezza massima 40/50cm)
    Tappezzanti sempreverdi (limitata altezza di 20/40cm) : tra le specie più usate vi sono la vinca minor e liriope, iperico convallaria, pachisandra. Si mettono a dimora tra i 6 e gli 8 cm.

    Si consiglia la piantumazione usando materiale tipo teli biodegradabili, che durante il tempo vengono asportati.

  7. In Piemonte (Cuneo), lungo un fiumiciattolo (bealera), oltrre i noti salici, per evitare le frane delle sponde, si possono usare degli alberi da frutto? Se si quali?

    Grazie

  8. io non so se oltre ai salici si possono usare degli alberi da frutto per evitare le frane delle sponde. Non mi risulta. Nel controllo dell’erosione superficiale e nel consolidamento del suolo, nei casi di lieve o media erosione, posso solo consigliarti delle piante con requisiti indicati per i terreni franosi, che devono avere radici molto ramificate con crescita rapida, resistenti alle malattie, scarsa richiesta di cure e buon adattamento con il panorama circostante.
    In zone collinare di estensione ampia consiglio: acero campestre, robinia pseudoacacia, carpinia, rovella, sorbo. Arbusti a sviluppo più contenuto: la spirea japonica, la forsizia nana, la rosa canina coprisuolo, la potentilla, la ginestra “genista” e la “ginestra junceum” tappezzante. Tra le specie più usate vi sono: vinca minor, iperico, pachisandra, cotoneaster.

  9. Salve ho letto tutte le domande e risposte, ho visto che consiglite prevalentemente l’acero campestre, io mi trovo in provincia di cuneo ed ho una scarpata lunga 10 metri per 80, negli ultimi anni ho avuto diversi smottamenti anche causati da una cattiva gestione delle acqua del proprietario sopra la mia scarpata, ho letto che l’acero non cresce molto velocemente sapete indicarmi qualcosa che cresca più velocemente con un buon apparato radicale, inoltre nel frattempo vorrei seminare dell’erba da fissare almeno la parte superficiale sapete indicarmi qualche tipo, temperature inverno anche meno 15 estate anche 35 C°.

    Per valutare l’acquisto di questi aceri sapete indicarmi dove ? quanto costano ? e di che età vanno presi, grazie saluti.

  10. Salve ho letto tutte le domande e risposte, ho visto che consiglite prevalentemente l’acero campestre, io mi trovo in provincia di cuneo ed ho una scarpata lunga 10 metri per 80, negli ultimi anni ho avuto diversi smottamenti anche causati da una cattiva gestione delle acqua del proprietario sopra la mia scarpata, ho letto che l’acero non cresce molto velocemente sapete indicarmi qualcosa che cresca più velocemente con un buon apparato radicale, inoltre nel frattempo vorrei seminare dell’erba da fissare almeno la parte superficiale sapete indicarmi qualche tipo, temperature inverno anche meno 15 estate anche 35 C°.

    Per valutare l’acquisto di questi aceri sapete indicarmi dove ? quanto costano ? e di che età vanno presi, grazie saluti.

  11. ho una casa appena ristrutturata sita vicinissima ad un lago artificiale molto grande ke mi sta provocando lo scivolamento del piazzale antistante la casa e anche delle crepe nella stessa casa ho paura che frani tutto il terreno e quindi di perdere la casa.mi hanno consigliato di piantare delle piante attorno al lago ma non mi hanno detto che piante. io penso che ci vogliano delle piante con delle radici che vadano in profondita’ ma quali? grazie io vivo in sicilia(pa)

  12. Salve ,abito vicino Firenze, in una casa costruita su di un terrapieno.La parte a nord dove ho l’ultima stanza,confina salvo un corridoio all’aperto di 50 cm con la parete del terrapieno che scende per un paio di metri sul giardino del vicinato,Il terreno argilloso provoca nella stagione estiva una carenza di terra progressiva ed uno spostamento del muro di contenimento nella direzione appunto della terra che sta al livello più basso.Avrei pensato di utilizzare degli alberi per contenere il fenomeno,da piantare a ridosso della parete nord.E’ una strada percorribile? E quali specie sono adatte?Grazie spero di avere dato sufficienti delucidazioni.

    1. Non mi è chiaro quanto spazio c’è tra parete della casa e muro divisorio. Solo 50cm? Mi pare poco, e in questo caso è troppo poco per piantare degli alberi a distanza di legge.

  13. Ho una casa posta si di una collina dal terreno argilloso, soggetta a continui smottamenti che, in alcun episodi, hanno determinato crolli franosi della strada. Pensavo di piantare lungo il perimetro del terreno cipressi adistanza ci circa tre metri l’uno dall’altro. Considerato che la distanza dal mare e’ di 500 materia in linea d’aria, puo’ essere unabuona soluzione? Grazie a tutti

    1. Piantare cipressi è una buona idea in presenza di terreni scoscesi e poco compatti. Sono svariati i metodi di intervento proposti da questa disciplina. Le piante indicate per terreni franosi devono avere radicamento molto ramificato e rapida crescita della parte aerea che coprendo e proteggendo il terreno impedisce che l’effetto battente della pioggia possa causare ruscellamenti e movimenti degli strati superficiali del suolo. Devono essere inoltre resistenti alle malattie e in grado di adattarsi al panorama vegetale esistente. Per il consolidamento di terreni scoscesi si può coltivare anche il spartium junceum, la ginestra dei carbonari, particolarmente adatta per gli ambienti marittimi: sono arbusti che prediligono il sole, sono resistenti, l’annaffiatura non è praticamente necessaria, resistono alla siccità. C’è anche la ginestra sylvestris o ginestra dalmatica: specie nana, compatta, con rami ricadenti. Posso inoltre consigliare il ligustro vulgare, utilizzato per il consolidamento dei terreni, che resiste molto bene all’inquinamento, alla salsedine, al vento.

  14. Ci sono finanziamenti per chi decide di prevenire possibili frane impiantando arbusti atti al mantenimento del terreno? nel mio caso vorrei utilizzare alcune specie tipiche della macchia mediterranea quasi scomparsa a causa di un eccessivo sfruttamento antropico. Ringrazio anticipatamente.

  15. salve,
    ho una casa al mare (zona del cilento, terreno argilloso, inverni molto piovosi ed estati roventi senza un minimo di pioggia )dove sto avendo problemi di frane e spaccature nel terreno, per fortuna non vicino all’abitazione ma ad un 50 metri dove ho alberi di frutta (la spaccatura a occhio sarà profonde un 20-30 cm e in lunghezza avrà raggiunto i 5-6 metri, mentre la frana ci fu circa 3 anni fa, in un anno molto piovoso, ma sembra risolta dopo aver fatto un muretto in pietra a secco in quel tratto).
    Preciso che il terreno della mia proprietà(o meglio dei miei) costeggia un vallone ( dove nei periodi di pioggia si incanalano grosse quantità di acqua che prende anche molta velocità nascendo da un monte), e si pensa che il canale eroda il terreno a valle, provocando quindi la spaccatura e la frana a monte.

    Ora dopo questa “breve” descrizione della situazione, volevo chiedere a voi esperti se potete consigliarmi alberi da piazzare lungo la pendenza dal basso dove scorre l’acqua del vallone salendo fino alla rete della mia proprietà più a monte, e poi piante da mettere a monte a ridosse della rete che oltre a mantenere il terreno possano anche dare un minimo di ornamento, avevo pensato al lauro.
    C’è da dire che nel frattempo mi avevano suggerito noccioline (che ho gia messo da 2 anni, circa una decina) e poi salici piangenti, ma il problema è che sotto il mio giardino adiacente alla scarpata scorrono le tubazioni delle fognature ( che raccolgono anche da proprietà alle spalle della mia ) e so che le radici dei salici potrebbero rompere la tubazioni, quindi vorrei sapere se ci sono specie di alberi che possano mantenere il terreno senza “aggredire” le tubazioni fognarie. grazie in anticipo spero possiate aiutarmi

    1. Lauro va bene, come ho indicato nell’articolo. Le nocciolinesì ma non cosi’ come le piante che ho elencato sopra. Purtroppo sono molti che hanno questo problema, e come soluzione piantano carpino nero, arbusti di ginestra, edera e via dicendo (leggi l’elenco di questa stessa pagina). Non posso assicurarti se con il passare del tempo queste specie possano aggredire le tubazioni fognarie: penso di no.

  16. salve,
    ho una casa al mare (zona del cilento, terreno argilloso, inverni molto piovosi ed estati roventi senza un minimo di pioggia )dove sto avendo problemi di frane e spaccature nel terreno, per fortuna non vicino all’abitazione ma ad un 50 metri dove ho alberi di frutta (la spaccatura a occhio sarà profonde un 20-30 cm e in lunghezza avrà raggiunto i 5-6 metri, mentre la frana ci fu circa 3 anni fa, in un anno molto piovoso, ma sembra risolta dopo aver fatto un muretto in pietra a secco in quel tratto).
    Preciso che il terreno della mia proprietà(o meglio dei miei) costeggia un vallone ( dove nei periodi di pioggia si incanalano grosse quantità di acqua che prende anche molta velocità nascendo da un monte), e si pensa che il canale eroda il terreno a valle, provocando quindi la spaccatura e la frana a monte.

    Ora dopo questa “breve” descrizione della situazione, volevo chiedere a voi esperti se potete consigliarmi alberi da piazzare lungo la pendenza dal basso dove scorre l’acqua del vallone salendo fino alla rete della mia proprietà più a monte, e poi piante da mettere a monte a ridosse della rete che oltre a mantenere il terreno possano anche dare un minimo di ornamento, avevo pensato al lauro.
    C’è da dire che nel frattempo mi avevano suggerito noccioline (che ho gia messo da 2 anni, circa una decina) e poi salici piangenti, ma il problema è che sotto il mio giardino adiacente alla scarpata scorrono le tubazioni delle fognature ( che raccolgono anche da proprietà alle spalle della mia ) e so che le radici dei salici potrebbero rompere la tubazioni, quindi vorrei sapere se ci sono specie di alberi che possano mantenere il terreno senza “aggredire” le tubazioni fognarie. grazie in anticipo spero possiate aiutarmi

    1. Lauro va bene, come ho indicato nell’articolo. Le nocciolinesì ma non cosi’ come le piante che ho elencato sopra. Purtroppo sono molti che hanno questo problema, e come soluzione piantano carpino nero, arbusti di ginestra, edera e via dicendo (leggi l’elenco di questa stessa pagina). Non posso assicurarti se con il passare del tempo queste specie possano aggredire le tubazioni fognarie: penso di no.

  17. Abito in una casa in collina tra San Benedetto del Tronto e Acquaviva Picena, a una decina di metri dalla mia casa c’è una scarpata esposta a sud quindi la terra è molto arida alta circa 4 metri e si sviluppa per una lunghezza di circa 20 metri, il terreno rimane molto sabbioso e friabile. Su questa scarpata che ha una pendenza abbastanza elevata, vi sono parecchie piante di acace messe li per reggere la terra, ma purtroppo non funzionano. Non ci sono problemi di franamento del terreno, ma una continua e costante erosione e scivolamento della stessa, anche quando piove l’acqua fa scivolare sempre di più la terra, e le piante di acace forse per la radicazione poco profonda, si inclinano fino a ribaltarsi. Mi è stato consigliato di piantare una siepe di canne di bambù, le quali espandendosi in modo naturale nel tempo crerebbero una radicazione molto compatta e quindi adatta a bloccare la terra. Gradirei sapere se il consiglio che mi è stato dato è per voi valido, oppure se mi consigliate delle piante diverse più adatte a solidificare la scarpata.
    Spero possiate aiutarmi, perchè la scarpata si avvicina sempre di più alla mia casa. Grazie

  18. Piuttosto che le canne di bambù metterei il carpino nero: poco esigente, ideale nei terreni franosi, resistente, cresce anche nei climi freddi e sopporta la siccità. Deve solo essere innaffiato nella fase di crescita iniziale. E’ conosciuto anche con il nome popolare di ostrya carpinifolia. Meno utilizzato in giardino, si rivela una scelta vincente in terreni difficili. E’ rustico, piacevole, con una buona velocità di crescita, ottima capacità di disseminazione. Ha la tendenza a formare ceppaie e ne fa una pianta preziosa nei terreni declivi dove è necessario creare una copertura che contrasti il dilavamento e i moti franosi.

    Inoltre consiglio nuovamente la ginestra spathulata, una specie nana con rami spinosi sottili arquati o penduli, che viene utilizzata nel consolidamento dei terreni scoscesi, come pure la ginestra dalmatica (vedi)

      1. Salve, ho un problema non irisorio, abbiamo uno spazio laterale alla casa in campagna, siamo nella zona di Pezzingoli vicino l’Acquapark di Monreale (PA), adibito a parcheggio auto.
        sembrerebbe, che questo grande patio in pavè sia stato realizzato dai cstruttori del residence sopra della terra di riporto!!!
        l’anno scorso, abbiamo notato che il pavimento in pavè all’estremità, dove vi è un muretto di confine ha cominciato ad aprirsi nell’ultima fila di mattoni, creando una spaccatura per tutta la lunghezza di circa 25 mt larga almeno 1 cm. Abbiamo cercato di correre ai ripari facendo realizzare da un muratore di nostra fiducia un contromuro con pendenza tale da creare un contrappeso favorevle a l muretto già esistente. Purtroppo questa estate, nenache a distanza di un anno il problema si è ripresentato!! Il muratore ci aveva suggerito di mettere degli alberi lungo la parte esterna del contromuro 10 alberi adeguati (radici a fittoni) equidastanti (uno ogni 2,5 mt circa), cosa che non abbiamo fatto in tempo a mettere in atto, era già inverno inoltrato!! Siamo nelle condizioni di farlo adesso? Ed eventualmente, ritenete che questo tip di intervento sia realmente risolutivo? Mi pare sia il periodo più adatto! Ma soprattutto che tipo di alberi sono adatti per questa zona? A valle c’è anche un fiumiciattolo!! Possiamo procurarci le piante alla Forestale e se non fanno al caso nostro, dove possiamo procurarcele anche acquistandole nella zona di Palermo?
        In attesa di riscontro, colgo l’occasione per porgere cordiali saluti.

        Antonio Lio
        3884712856

        1. Piantare può sembrare facile, ma bisogna considerare tanti aspetti: trovare il posto giusto, come fare lo scavo. Non ultimo non bisogna trascurare gli aspetti di legge: non bisogna solo considerare posizione o area geografica, ma anche la crescita e le dimensioni che raggiunge l’esemplare una volta adulto, oltre che la cura, la manutenzione richiesta e la resistenza alle malattie.
          Il primo elemento da considerare è proprio la struttura: è preferibile realizzare una piantina che riporti in scala le dimensioni del terreno e della casa, di recinzioni, di viali e pozzetti. In questa fare si osserva anche il grado di movimentazione del terreno.
          L’idea di contattare la forestale non è male, ma anche acquistare nella zona locale va benissimo. Puoi andare da un bravo vivaista facendoti consigliare quelle adatte alla zona dove si abita. Il periodo per piantare ovviamente dipende anche dalla scelta della pianta.

          1. Grazie tante per le preziose informazioni; ma quale tipo di piante consigliate per la zona di Pezzingoli comune di Monreale (PA)? Credo che dipenda dalla natura del terreno (li è di natura argillosa non vorrei sbagliarmi). Vorremmo degli alberi che oltre a conslidare il terreno, crescano diritti e non richiedano particolare manutenzione.
            Pini, cipressi, pioppi o cos’altro?
            In attesa di riscontro, ringrazio e saluto cordialmente.

            Antonio
            3884712856

  19. Noto con piacere che la pagina contiene un’ampia sintesi di ciò che serve a chi ha bisogno delle vostre informazioni ed è per questo che vi chieda l’informazione giusta per la mia necessità:vorrei piantare alberi da legname nel mio terreno in forte pendio, non franoso,argilloso fessurato a 800 mt s.l.m.
    cosa mi consigliate?
    grazie per la risposta e un cordiale saluto.

  20. Noto con piacere che la pagina contiene un’ampia sintesi di ciò che serve a chi ha bisogno delle vostre informazioni ed è per questo che vi chieda l’informazione giusta per la mia necessità:vorrei piantare alberi da legname nel mio terreno in forte pendio, non franoso,argilloso fessurato a 800 mt s.l.m.
    cosa mi consigliate?
    grazie per la risposta e un cordiale saluto.

  21. In un pendio franoso ho piantato numerosi noccioli. Vorrei sapere se sono adatti a trattenere il terreno

  22. Vivo in una zona pedemontana ed ho piantato su di un pendio franoso numerosi noccioli. Vorrei sapere se sono in grado di trattenere il terreno.

  23. Vorrei sapere se le piante di bambù sono ottime per consolidare gli argini di un fiume si tuato in montagna ad un’altezza di 85 metri. Nell’attesa anticipatamente si ringrazia, Giovanni.

  24. Buon giorno, abito in Liguria in un piccolo paese dell’entroterra a circa 4/5 km in linea d’aria dal mare e a 340 metri sul livello del mare. Possiedo un terreno confinante con un fosso che vorrei consolidare nella parte erosa da quest’ultimo in quanto manca un muro di contenimento. Il terreno è argilloso, la posizione vede la riva del fosso che mi interessa contenere a sinistra, il fosso scorre grossomodo in direzione nord/sud. In inverno prende sole solo fino alle ore 14/15.00.
    Vorrei mettere a dimora non delle piante d’alto fusto ma degli arbusti o cespugli adatti al luogo, considerando anche la forte pendenza della scarpata.
    In attesa di un consiglio, cordiali saluti.

  25. Salve, ho molto apprezzato l’articolo perché ben scritto e documentato.
    Sto valutando un rudere abbandonato da molto tempo, si trova sulla riva di un torrente che nei momenti di piena sale molto di livello, tuttavia l’edificio era un mulino, per questo appositamente strutturato ed ubicato per sostenere anche i regimi di piena.
    Presenta inoltre vari muri di argine in ottimo stato di conservazione. Considerando lo stato di abbandono sommato all’apparente stato di buona conservazione (2 piani più il tetto integri quasi completamente ricoperti di edera), l’incantevole posizione in cui è posizionato a ridosso di alcuni laghetti fluviali oltre che di varie cascate affluenti, il prezzo dell’umidità ha un buon tornaconto in fatto di vista.
    Quello che mi preoccupa è invece la tipologia del terreno sopratutto dei costoni di roccia circostanti, per lo più composti da calcari e ardesie.
    Lungo tutto il corso del torrente sono abbastanza evidenti molte frane più o meno antiche in cui le zone scoperte dalle frane non sono ancora state ricoperte da vegetazione.
    Il territorio è quello dell’entroterra genovese ed il corso d’acqua è il torrente Bisagno.
    La vegetazione circostante è di tipo spontaneo, ho potuto osservare sambuchi, molti alberi avvolti dall’edera, alloro, alcune querce.
    Per potermi mettere in sicurezza sarebbe utile andare a piantare dell’edera lungo tutto il versante roccioso su cui si trova questo edificio?

    In un costone di roccia vicino è visibile una grossa stratificazione di ardesia con una pendenza negativa ed uno spessore di almeno 5 metri, con un estensione di alcune decine di metri e che giunge fino alla vetta della collina con evidenti risorgive per tutta la durata dell’eanno e quella è la cosa che più in assoluto mi preoccupa di quel posto

    Esistono delle piante in grado di mettere in sicurezza una simile situazione?

    Grazie mille per l’eventuale risposta e buona giornata.

  26. Salve, ho molto apprezzato l’articolo perché ben scritto e documentato.
    Sto valutando un rudere abbandonato da molto tempo, si trova sulla riva di un torrente che nei momenti di piena sale molto di livello, tuttavia l’edificio era un mulino, per questo appositamente strutturato ed ubicato per sostenere anche i regimi di piena.
    Presenta inoltre vari muri di argine in ottimo stato di conservazione. Considerando lo stato di abbandono sommato all’apparente stato di buona conservazione (2 piani più il tetto integri quasi completamente ricoperti di edera), l’incantevole posizione in cui è posizionato a ridosso di alcuni laghetti fluviali oltre che di varie cascate affluenti, il prezzo dell’umidità ha un buon tornaconto in fatto di vista.
    Quello che mi preoccupa è invece la tipologia del terreno sopratutto dei costoni di roccia circostanti, per lo più composti da calcari e ardesie.
    Lungo tutto il corso del torrente sono abbastanza evidenti molte frane più o meno antiche in cui le zone scoperte dalle frane non sono ancora state ricoperte da vegetazione.
    Il territorio è quello dell’entroterra genovese ed il corso d’acqua è il torrente Bisagno.
    La vegetazione circostante è di tipo spontaneo, ho potuto osservare sambuchi, molti alberi avvolti dall’edera, alloro, alcune querce.
    Per potermi mettere in sicurezza sarebbe utile andare a piantare dell’edera lungo tutto il versante roccioso su cui si trova questo edificio?

    In un costone di roccia vicino è visibile una grossa stratificazione di ardesia con una pendenza negativa ed uno spessore di almeno 5 metri, con un estensione di alcune decine di metri e che giunge fino alla vetta della collina con evidenti risorgive per tutta la durata dell’eanno e quella è la cosa che più in assoluto mi preoccupa di quel posto

    Esistono delle piante in grado di mettere in sicurezza una simile situazione?

    Grazie mille per l’eventuale risposta e buona giornata.

  27. sono proprietario di una villetta dove un paio di anni fa abbiamo inserito dei serbatoi da interro.
    questa operazione mi ha comportato l’innalzamento del terreno stesso con conseguente dislivello, di circa un pio di metri rispetto al piano orizzontale di confine dove sono presenti dei leylandi per tutta la lunghezza del confine stesso.
    Come posso risolvere in tempi brevi, visto che ci avviciniamo all’inverno,il problema dello smottamento?

  28. sono proprietario di una villetta dove un paio di anni fa abbiamo inserito dei serbatoi da interro.
    questa operazione mi ha comportato l’innalzamento del terreno stesso con conseguente dislivello, di circa un pio di metri rispetto al piano orizzontale di confine dove sono presenti dei leylandi per tutta la lunghezza del confine stesso.
    Come posso risolvere in tempi brevi, visto che ci avviciniamo all’inverno,il problema dello smottamento?

  29. sono proprietario di una villetta a Caltanissetta in Sicilia; un paio di anni fa abbiamo inserito dei serbatoi da interro che mi anno determinato l’innalzamento della quota del terreno di circa due metri rispetto al piano orizzontale(che rappresenta il confine) dove sono presenti, per tutta la lunghezza dei Leylandi.
    Come possono risolvere, in tempi brevi, il problema dello smottamento del terreno, visto che ci stiamo avvicinando all’inverno e quindi alle piogge?

  30. Ho notato che avete inserito il ciliegio, tra gli alberi utili a consolidare un un pendio. Ebbene qui in Piemonte su numerose frane di modeste dimensioni, ho spesso visto ciliegi… ergo ciliegi anche di grandi dimensioni, non hanno radici con potere ancorante. Quindi non commette l’errore di usarli a scopo sistematorio.

  31. Ho notato che avete inserito il ciliegio, tra gli alberi utili a consolidare un un pendio. Ebbene qui in Piemonte su numerose frane di modeste dimensioni, ho spesso visto ciliegi… ergo ciliegi anche di grandi dimensioni, non hanno radici con potere ancorante. Quindi non commette l’errore di usarli a scopo sistematorio.

  32. Che piante posso usare per fermare della terra franata su una rupe che da sul mare?
    Io sto sul parco del conero e li ci sono molte piante di alloro vanno bene?

  33. Che piante posso usare per fermare della terra franata su una rupe che da sul mare?
    Io sto sul parco del conero e li ci sono molte piante di alloro vanno bene?

  34. Dipende dalla pendenza, dalla terra. Non è tanto il consolidare la terra ormai franata, che ha raggiunto probabilmente un posizione di riposo, ma la zona dove la terra si è staccata.
    Mai fare dei riporti!
    Togliere l’acqua!
    Piante piccole!

    Dai un’occhiata ai manuali di ingegneria naturalistica.
    http://www.aipinmarche.it/Libro%20LINEE%20GUIDA.pdf
    Se non hai la pazienza di studiarlo rivolgiti ad un agronomo o ad un geologo.

  35. Dipende dalla pendenza, dalla terra. Non è tanto il consolidare la terra ormai franata, che ha raggiunto probabilmente un posizione di riposo, ma la zona dove la terra si è staccata.
    Mai fare dei riporti!
    Togliere l’acqua!
    Piante piccole!

    Dai un’occhiata ai manuali di ingegneria naturalistica.
    http://www.aipinmarche.it/Libro%20LINEE%20GUIDA.pdf
    Se non hai la pazienza di studiarlo rivolgiti ad un agronomo o ad un geologo.

  36. ciao Massimo ti ringrazio per la risposta che mi è stata molto utile sopratutto il manuale. non ho capito una cosa scusa ma quando dici piante piccole che intendi che dovrei usare piante piccole o che le piante che ci sono lì sono piccole?
    comunque ti mando anche una foto della frana così capisci di che sto parlando
    in pratica vorrei trattenere la terra che ti ho evidenziato in rosso!
    grazie mille per tutto

  37. ciao Massimo ti ringrazio per la risposta che mi è stata molto utile sopratutto il manuale. non ho capito una cosa scusa ma quando dici piante piccole che intendi che dovrei usare piante piccole o che le piante che ci sono lì sono piccole?
    comunque ti mando anche una foto della frana così capisci di che sto parlando
    in pratica vorrei trattenere la terra che ti ho evidenziato in rosso!
    grazie mille per tutto

  38. Oh madre di dio ma questa è una cosa seria! Non una franetta da orto.
    Le piante che devi usare debbono essere necessariamente basse ovvero arbusti a meno di non piazzare PINI a piede frana che necessariamente crescono anche lentaemente. Analizza in base ai suggerimenti del manuale quali piante crescono nei terreni adiacenti e opta per quelle, sono le migliori. Sei sicuro di non essere nel DEMANIO?

  39. Oh madre di dio ma questa è una cosa seria! Non una franetta da orto.
    Le piante che devi usare debbono essere necessariamente basse ovvero arbusti a meno di non piazzare PINI a piede frana che necessariamente crescono anche lentaemente. Analizza in base ai suggerimenti del manuale quali piante crescono nei terreni adiacenti e opta per quelle, sono le migliori. Sei sicuro di non essere nel DEMANIO?

  40. sono sicuro di non essere in demanio ma in zona comunale!
    solamente che il comune non avendo disponibilità economiche non sicuramente interessato a spendere per fare questi tipi di lavori!
    grazie comunque per tutto!!!

  41. non so se hai notato ma li ci sono già piante di alloro ben cresciute e radicate al suolo che quindi crescono bene io penso vadano bene te che ne pensi?

  42. sono sicuro di non essere in demanio ma in zona comunale!
    solamente che il comune non avendo disponibilità economiche non sicuramente interessato a spendere per fare questi tipi di lavori!
    grazie comunque per tutto!!!

  43. non so se hai notato ma li ci sono già piante di alloro ben cresciute e radicate al suolo che quindi crescono bene io penso vadano bene te che ne pensi?

  44. Si, ti confermo che l’alloro è idoneo.
    Puoi usarlo magari seguendo le procedure di posa indicate nei manuali.
    Ma nel tuo sito da sopra verrà giù sempre roba…. Datti da fare a piantare perchè sta per trascorrere il periodo di attecchimento. Forse in zona è già stato superato e fa troppo caldo e non piove… e così dovresti aspettare settembre ottobre. Buon lavoro.

  45. grazie mille di tutto mi sei stato utilissimo ero pieno di dubbi e ora sono più preparato grazie mille di nuovo

  46. Si, ti confermo che l’alloro è idoneo.
    Puoi usarlo magari seguendo le procedure di posa indicate nei manuali.
    Ma nel tuo sito da sopra verrà giù sempre roba…. Datti da fare a piantare perchè sta per trascorrere il periodo di attecchimento. Forse in zona è già stato superato e fa troppo caldo e non piove… e così dovresti aspettare settembre ottobre. Buon lavoro.

  47. grazie mille di tutto mi sei stato utilissimo ero pieno di dubbi e ora sono più preparato grazie mille di nuovo

  48. per il nostro terreno in moncalieri (To) ci è stato consigliato i bagolari. Può darci qualche info al riguardo ?

  49. Salve, ho un oliveto di due ettari di cui una metà è in pendenza per cui gli alberi producono male in quanto le piogge portano via a valle il terreno. Mi chiedo se è possibile frenare la discesa del terreno impiantando dei cespugli o degli alberi. Le sarei grata per una sua risposta. Elisa

  50. alberi ed arbusti non prevengono le frane ma al contrario le provocano a causa del loro apparato radicale. Le grosse radici spaccano il terreno provocando l’infiltrazione di acqua che scavando i solchi lungo le radici provocano poi dei solchi e scavi che si distaccano franando. Le piante PRATI ARMATI, avendo invece apparati radicali molto sottili con radici che arrivano fino a 5/6 metri di profondità, si aggrappano a tutto il terreno che le circonda prevenendo l’erosione superficiale e consolidando il terreno proprio come dei pilastri.

  51. Ho una scarpata di terra franosa e vorrei mettere qualche pianta che si arradichi bene, che mi mantenga la terra e che sia nello stesso tempo bella da vedere e fiorisca. Mi potete aiutare. Grazie.

    1. In presenza di terreni scoscesi e poco compatti alcune specie vegetali possono consolidare il suolo ed evitare pericolosi smottamenti. Utilizzare alberi se l’area è estesa, oppure arbusti per giardini o anche tappezzanti. Le tappezzanti sempreverdi sono specie a struttura erbacea di limitata altezza (20/40 centimetri) a portamento strisciante, in grado di essere utilizzate anche in associazione con molti arbusti spoglianti, e in questo modo è possibile mantenere una presenza verde anche durante i mesi invernali.
      Tra le specie più usate ci sono l’hedera elix, che predilige suoli piatti piuttosto umidi, pieno sole o ombra piena, e si adatta a terreni calcarei;
      la vinca minor: si adatta a posizioni in mezz’ombra, emette fiori azzurro blu in primavera;
      l’iperico: predilige pieno sole ma si adatta a posizioni ombreggiate, terreno ben drenato e ricco di sostanza organica, fa fiori giall in estate;
      la convallaria japonica e la pachysandra terminalis: sono due specie che vanno messe a dimora in posizioni ombreggiate (anche se troppa ombra provoca ingiallimento del fogliame), voglioni terreni fertili, freschi;

  52. Salve, ho un terreno in campagna, in uno dei confini (circa 50 metri) c’è un canalone (profondo mt. 1,50-1,70) dove scorre l’acqua, che d’inverno con le pioggie è parecchia, quale pianta (alta max 3 metri) potrebbe consigliarmi per arginare il franare del terreno? Mi piacerebbe che tali piante producessero anche dei frutti.
    Grazie

  53. Buonasera, ho un grosso problema sul terreno di casa..in poche parole, è molto tufaceo (diciamo che è una scarpata con il tufo sotto e la terra sopra) e quindi quando piove molto, frana un po’ tutte le volte. Ora si sta pericolosamente avvicinando alla casa e avendo ora la bambina piccola, non voglio correre rischi anche quando gioca fuori (la recinzione che c’era su questa scarpata ovviamente sta iniziando a cedere visto che il terreno poco per volta si sta “mangiando”).
    Cosa bisogna fare per correre ai ripari?
    Quali sono le piante migliori che possano reggere il terreno (abito nel basso Piemonte)? A chi bisogna rivolgersi per mettere delle reti contenitive e che costo ha? Grazie mille!

    1. In presenza di terreni scoscesi e poco compatti, alcune specie vegetali possono consolidare il suolo ed evitare pericolosi smottamenti. I fenomeni di dissesto idrogeologico sono purtroppo assai diffusi. I requisiti fondamentali per le piante da utilizzare in questa lotta: devono avere radici molto ramificate, robuste, capaci di consentire il facile insediamento della pianta e di aggregare un esteso volume di terreno, rapida crescita, buona resistenza alle malattie, in modo che non si creino falle nell’impianto (e non si debba procedere a nuove piantumazioni), scarsa richiesta di cure culturali (in quanto la presenza di un terreno in pendenza rende più difficili le normali manutenzioni quali potatura e irrigazione. Le piante a disposizione sono tante, come puoi leggere da questo articolo. Ti consiglio di partire dalle prime, quelle più diffuse, ma nel tuo caso specifico ti consiglio di contattare un esperto locale, che conosce piante e terreni locali.

  54. Buonasera, ho un grosso problema sul terreno di casa..in poche parole, è molto tufaceo (diciamo che è una scarpata con il tufo sotto e la terra sopra) e quindi quando piove molto, frana un po’ tutte le volte. Ora si sta pericolosamente avvicinando alla casa e avendo ora la bambina piccola, non voglio correre rischi anche quando gioca fuori (la recinzione che c’era su questa scarpata ovviamente sta iniziando a cedere visto che il terreno poco per volta si sta “mangiando”).
    Cosa bisogna fare per correre ai ripari?
    Quali sono le piante migliori che possano reggere il terreno (abito nel basso Piemonte)? A chi bisogna rivolgersi per mettere delle reti contenitive e che costo ha? Grazie mille!

    1. In presenza di terreni scoscesi e poco compatti, alcune specie vegetali possono consolidare il suolo ed evitare pericolosi smottamenti. I fenomeni di dissesto idrogeologico sono purtroppo assai diffusi. I requisiti fondamentali per le piante da utilizzare in questa lotta: devono avere radici molto ramificate, robuste, capaci di consentire il facile insediamento della pianta e di aggregare un esteso volume di terreno, rapida crescita, buona resistenza alle malattie, in modo che non si creino falle nell’impianto (e non si debba procedere a nuove piantumazioni), scarsa richiesta di cure culturali (in quanto la presenza di un terreno in pendenza rende più difficili le normali manutenzioni quali potatura e irrigazione. Le piante a disposizione sono tante, come puoi leggere da questo articolo. Ti consiglio di partire dalle prime, quelle più diffuse, ma nel tuo caso specifico ti consiglio di contattare un esperto locale, che conosce piante e terreni locali.

  55. gentile Verde Blog, Su una collina marchigiana fronte nare (330mt) dispongo di un terreno di circa ht 1,60, non coltivato; dato in affitto di cui non percepisco nulla, accontentandomi del fatto che annualmente viene tagliata l’erba.
    Poiché detta collina trovasi in una zona franosa, in cui possiedo una casa, sto pensando di farvi una piantagione di alberi. Nell’ambito della politica ambientale, a chi posso rivolgermi? è possibile ottenere alberi gratis? che tipo di alberi ? che non richiedano però successivamente alla piantagione spese per la sua cura? quali sono i vincoli? grazie

  56. In Piemonte (Cuneo), lungo un fiumiciattolo (bealera), oltrre i noti salici, per evitare le frane delle sponde, si possono usare degli alberi da frutto? Se si quali?

    Grazie

  57. Salve anche io ho il problema dello smottamento , abbiamo costruito una palizzata con pali verticali di circa 15 cm di diametro infissi nel terreno, ad essi sono legati postti in orizzontale pali di circa 13cm di diametro lunghi due metri, un muro di legno lungo 16 metri e alto circa 1.40 tutto in castagno e rivestito con il catrame liquido. Il tutto è posto sulla parte alta di un bosco di querce con terreno siliceo e fitta vegetazione autoctona da macchiamediterranea. Io nella parte da piantumare ho pensato alla ginestra (Spartium Junceaum) e al bosso (buxus sempervirens) per una fascia lunga 16 metri e larga circa 1 m. Il dubbio è che al piede del muro vegetale ci sono le querce alte che fanno ombra e quindi non so se la ginestra è adatta o no. Che ne pensate?

  58. @carla
    I fenomeni di dissesto idrogeologico sono purtroppo assai diffusi, soprattutto nelle aree collinari di montagna. Prevenirli o ridurli fortemente è possibile con la vegetazione giusta, che svolge un ruolo di fondamentale importanza nel controllo dell’erosione superficiale e nel consolidamento del suolo. Bisogna adottare soluzioni dall’ingegneria naturalistica. Nei casi di lieve o media erosione del terreno io posso consogliare che i requisiti fondamentali delle piante indicate per terreni franosi devono avere:
    radici molto ramificate
    rapida crescita
    resistenza alle malattie
    scarsa richiesta di cure culturali
    buon adattamento
    omogeneità con il panorama esistente

    In zone collinari di ampia estensione si usano: acero campestre, robini pseudo acacia, carpinio (carpinus betulus), il sorbo (sorbus).
    Arbusti per giardino a sviluppo più contenuto, anche come apparato radicale: lobelia grandiflora (che raggiunge l’altezza di 50/60cm), spirea japonica (arriva a 70/80cm), forsizia nana (raggiunge i 40/50cm), potentilla (arriva all’altezza di 80/10cm), rosa canina coprisuolo (che arriva al massimo 30/50cm)
    Arbusti sempreverdi: ginestra (genista lydia), ginestra di spagna spartium junceum (arriva a 50/60cm di altezza), lonicera, lentisco (altezza massima 120/140cm), cotonester (altezza massima 40/50cm)
    Tappezzanti sempreverdi (limitata altezza di 20/40cm) : tra le specie più usate vi sono la vinca minor e liriope, iperico convallaria, pachisandra. Si mettono a dimora tra i 6 e gli 8 cm.

    Si consiglia la piantumazione usando materiale tipo teli biodegradabili, che durante il tempo vengono asportati.

  59. ho una casa appena ristrutturata sita vicinissima ad un lago artificiale molto grande ke mi sta provocando lo scivolamento del piazzale antistante la casa e anche delle crepe nella stessa casa ho paura che frani tutto il terreno e quindi di perdere la casa.mi hanno consigliato di piantare delle piante attorno al lago ma non mi hanno detto che piante. io penso che ci vogliano delle piante con delle radici che vadano in profondita’ ma quali? grazie io vivo in sicilia(pa)

  60. In zone collinari di ampia estensione si usano:
    acero campestre
    robinia (robinia pseudoacacia)
    carpino (carpinus betulus)
    rovella (quercus pubescens)
    sorbus domestica

    Negli ambienti fluviali per consolidare le sponde dei corsi d’acqua o le zone adiacenti si suggeriscono:
    salice (salix alba)
    ontano nero (alnus glutinosa)
    gelso (morus alba)
    sambuco (sambucus nigra)

    Gli alberi vengono generalmente posti a dimora sotto forma di talea radicata o di giovane pianta di 2-3 anni, in autunno, prima che il terreno geli, oppure in primavera. Si collocano nell’area di pendenza, oppure nel terreno posto poco al di sopra della scarpata o tra l’intreccio di palificazioni in legno che contengono gli ampi volumi di terra utilizzati quale elemento di sostegno dei suoli in forte pendenza.

    Con il tempo la crescita delle piante tende a mascherare le eventuali palizzate. Dopo alcuni anni (10-12) indicativamente il legno dei pali non avrà più la funzione di contenimento del terreno, saranno gli apparati radicali delle piante a svolgere la funzione di consolidamento delle pendenze. La manutenzione successiva alla messa a dimora delle piante è di scarsa entità e si limita solo per i primi 2-3 anni successivi all’impianto.

  61. io non so se oltre ai salici si possono usare degli alberi da frutto per evitare le frane delle sponde. Non mi risulta. Nel controllo dell’erosione superficiale e nel consolidamento del suolo, nei casi di lieve o media erosione, posso solo consigliarti delle piante con requisiti indicati per i terreni franosi, che devono avere radici molto ramificate con crescita rapida, resistenti alle malattie, scarsa richiesta di cure e buon adattamento con il panorama circostante.
    In zone collinare di estensione ampia consiglio: acero campestre, robinia pseudoacacia, carpinia, rovella, sorbo. Arbusti a sviluppo più contenuto: la spirea japonica, la forsizia nana, la rosa canina coprisuolo, la potentilla, la ginestra “genista” e la “ginestra junceum” tappezzante. Tra le specie più usate vi sono: vinca minor, iperico, pachisandra, cotoneaster.

  62. Ho una casa posta si di una collina dal terreno argilloso, soggetta a continui smottamenti che, in alcun episodi, hanno determinato crolli franosi della strada. Pensavo di piantare lungo il perimetro del terreno cipressi adistanza ci circa tre metri l’uno dall’altro. Considerato che la distanza dal mare e’ di 500 materia in linea d’aria, puo’ essere unabuona soluzione? Grazie a tutti

    1. Piantare cipressi è una buona idea in presenza di terreni scoscesi e poco compatti. Sono svariati i metodi di intervento proposti da questa disciplina. Le piante indicate per terreni franosi devono avere radicamento molto ramificato e rapida crescita della parte aerea che coprendo e proteggendo il terreno impedisce che l’effetto battente della pioggia possa causare ruscellamenti e movimenti degli strati superficiali del suolo. Devono essere inoltre resistenti alle malattie e in grado di adattarsi al panorama vegetale esistente. Per il consolidamento di terreni scoscesi si può coltivare anche il spartium junceum, la ginestra dei carbonari, particolarmente adatta per gli ambienti marittimi: sono arbusti che prediligono il sole, sono resistenti, l’annaffiatura non è praticamente necessaria, resistono alla siccità. C’è anche la ginestra sylvestris o ginestra dalmatica: specie nana, compatta, con rami ricadenti. Posso inoltre consigliare il ligustro vulgare, utilizzato per il consolidamento dei terreni, che resiste molto bene all’inquinamento, alla salsedine, al vento.

  63. Abito in una casa in collina tra San Benedetto del Tronto e Acquaviva Picena, a una decina di metri dalla mia casa c’è una scarpata esposta a sud quindi la terra è molto arida alta circa 4 metri e si sviluppa per una lunghezza di circa 20 metri, il terreno rimane molto sabbioso e friabile. Su questa scarpata che ha una pendenza abbastanza elevata, vi sono parecchie piante di acace messe li per reggere la terra, ma purtroppo non funzionano. Non ci sono problemi di franamento del terreno, ma una continua e costante erosione e scivolamento della stessa, anche quando piove l’acqua fa scivolare sempre di più la terra, e le piante di acace forse per la radicazione poco profonda, si inclinano fino a ribaltarsi. Mi è stato consigliato di piantare una siepe di canne di bambù, le quali espandendosi in modo naturale nel tempo crerebbero una radicazione molto compatta e quindi adatta a bloccare la terra. Gradirei sapere se il consiglio che mi è stato dato è per voi valido, oppure se mi consigliate delle piante diverse più adatte a solidificare la scarpata.
    Spero possiate aiutarmi, perchè la scarpata si avvicina sempre di più alla mia casa. Grazie

  64. Ci sono finanziamenti per chi decide di prevenire possibili frane impiantando arbusti atti al mantenimento del terreno? nel mio caso vorrei utilizzare alcune specie tipiche della macchia mediterranea quasi scomparsa a causa di un eccessivo sfruttamento antropico. Ringrazio anticipatamente.

  65. Salve ,abito vicino Firenze, in una casa costruita su di un terrapieno.La parte a nord dove ho l’ultima stanza,confina salvo un corridoio all’aperto di 50 cm con la parete del terrapieno che scende per un paio di metri sul giardino del vicinato,Il terreno argilloso provoca nella stagione estiva una carenza di terra progressiva ed uno spostamento del muro di contenimento nella direzione appunto della terra che sta al livello più basso.Avrei pensato di utilizzare degli alberi per contenere il fenomeno,da piantare a ridosso della parete nord.E’ una strada percorribile? E quali specie sono adatte?Grazie spero di avere dato sufficienti delucidazioni.

    1. Non mi è chiaro quanto spazio c’è tra parete della casa e muro divisorio. Solo 50cm? Mi pare poco, e in questo caso è troppo poco per piantare degli alberi a distanza di legge.

  66. Piuttosto che le canne di bambù metterei il carpino nero: poco esigente, ideale nei terreni franosi, resistente, cresce anche nei climi freddi e sopporta la siccità. Deve solo essere innaffiato nella fase di crescita iniziale. E’ conosciuto anche con il nome popolare di ostrya carpinifolia. Meno utilizzato in giardino, si rivela una scelta vincente in terreni difficili. E’ rustico, piacevole, con una buona velocità di crescita, ottima capacità di disseminazione. Ha la tendenza a formare ceppaie e ne fa una pianta preziosa nei terreni declivi dove è necessario creare una copertura che contrasti il dilavamento e i moti franosi.

    Inoltre consiglio nuovamente la ginestra spathulata, una specie nana con rami spinosi sottili arquati o penduli, che viene utilizzata nel consolidamento dei terreni scoscesi, come pure la ginestra dalmatica (vedi)

  67. Vivo in una zona pedemontana ed ho piantato su di un pendio franoso numerosi noccioli. Vorrei sapere se sono in grado di trattenere il terreno.

      1. Salve, ho un problema non irisorio, abbiamo uno spazio laterale alla casa in campagna, siamo nella zona di Pezzingoli vicino l’Acquapark di Monreale (PA), adibito a parcheggio auto.
        sembrerebbe, che questo grande patio in pavè sia stato realizzato dai cstruttori del residence sopra della terra di riporto!!!
        l’anno scorso, abbiamo notato che il pavimento in pavè all’estremità, dove vi è un muretto di confine ha cominciato ad aprirsi nell’ultima fila di mattoni, creando una spaccatura per tutta la lunghezza di circa 25 mt larga almeno 1 cm. Abbiamo cercato di correre ai ripari facendo realizzare da un muratore di nostra fiducia un contromuro con pendenza tale da creare un contrappeso favorevle a l muretto già esistente. Purtroppo questa estate, nenache a distanza di un anno il problema si è ripresentato!! Il muratore ci aveva suggerito di mettere degli alberi lungo la parte esterna del contromuro 10 alberi adeguati (radici a fittoni) equidastanti (uno ogni 2,5 mt circa), cosa che non abbiamo fatto in tempo a mettere in atto, era già inverno inoltrato!! Siamo nelle condizioni di farlo adesso? Ed eventualmente, ritenete che questo tip di intervento sia realmente risolutivo? Mi pare sia il periodo più adatto! Ma soprattutto che tipo di alberi sono adatti per questa zona? A valle c’è anche un fiumiciattolo!! Possiamo procurarci le piante alla Forestale e se non fanno al caso nostro, dove possiamo procurarcele anche acquistandole nella zona di Palermo?
        In attesa di riscontro, colgo l’occasione per porgere cordiali saluti.

        Antonio Lio
        3884712856

        1. Piantare può sembrare facile, ma bisogna considerare tanti aspetti: trovare il posto giusto, come fare lo scavo. Non ultimo non bisogna trascurare gli aspetti di legge: non bisogna solo considerare posizione o area geografica, ma anche la crescita e le dimensioni che raggiunge l’esemplare una volta adulto, oltre che la cura, la manutenzione richiesta e la resistenza alle malattie.
          Il primo elemento da considerare è proprio la struttura: è preferibile realizzare una piantina che riporti in scala le dimensioni del terreno e della casa, di recinzioni, di viali e pozzetti. In questa fare si osserva anche il grado di movimentazione del terreno.
          L’idea di contattare la forestale non è male, ma anche acquistare nella zona locale va benissimo. Puoi andare da un bravo vivaista facendoti consigliare quelle adatte alla zona dove si abita. Il periodo per piantare ovviamente dipende anche dalla scelta della pianta.

          1. Grazie tante per le preziose informazioni; ma quale tipo di piante consigliate per la zona di Pezzingoli comune di Monreale (PA)? Credo che dipenda dalla natura del terreno (li è di natura argillosa non vorrei sbagliarmi). Vorremmo degli alberi che oltre a conslidare il terreno, crescano diritti e non richiedano particolare manutenzione.
            Pini, cipressi, pioppi o cos’altro?
            In attesa di riscontro, ringrazio e saluto cordialmente.

            Antonio
            3884712856

  68. Vorrei sapere se le piante di bambù sono ottime per consolidare gli argini di un fiume si tuato in montagna ad un’altezza di 85 metri. Nell’attesa anticipatamente si ringrazia, Giovanni.

  69. Buon giorno, abito in Liguria in un piccolo paese dell’entroterra a circa 4/5 km in linea d’aria dal mare e a 340 metri sul livello del mare. Possiedo un terreno confinante con un fosso che vorrei consolidare nella parte erosa da quest’ultimo in quanto manca un muro di contenimento. Il terreno è argilloso, la posizione vede la riva del fosso che mi interessa contenere a sinistra, il fosso scorre grossomodo in direzione nord/sud. In inverno prende sole solo fino alle ore 14/15.00.
    Vorrei mettere a dimora non delle piante d’alto fusto ma degli arbusti o cespugli adatti al luogo, considerando anche la forte pendenza della scarpata.
    In attesa di un consiglio, cordiali saluti.

  70. In un pendio franoso ho piantato numerosi noccioli. Vorrei sapere se sono adatti a trattenere il terreno

  71. alberi ed arbusti non prevengono le frane ma al contrario le provocano a causa del loro apparato radicale. Le grosse radici spaccano il terreno provocando l’infiltrazione di acqua che scavando i solchi lungo le radici provocano poi dei solchi e scavi che si distaccano franando. Le piante PRATI ARMATI, avendo invece apparati radicali molto sottili con radici che arrivano fino a 5/6 metri di profondità, si aggrappano a tutto il terreno che le circonda prevenendo l’erosione superficiale e consolidando il terreno proprio come dei pilastri.

  72. Salve, ho un oliveto di due ettari di cui una metà è in pendenza per cui gli alberi producono male in quanto le piogge portano via a valle il terreno. Mi chiedo se è possibile frenare la discesa del terreno impiantando dei cespugli o degli alberi. Le sarei grata per una sua risposta. Elisa

  73. per il nostro terreno in moncalieri (To) ci è stato consigliato i bagolari. Può darci qualche info al riguardo ?

  74. Salve, ho un terreno in campagna, in uno dei confini (circa 50 metri) c’è un canalone (profondo mt. 1,50-1,70) dove scorre l’acqua, che d’inverno con le pioggie è parecchia, quale pianta (alta max 3 metri) potrebbe consigliarmi per arginare il franare del terreno? Mi piacerebbe che tali piante producessero anche dei frutti.
    Grazie

  75. sono proprietario di una villetta a Caltanissetta in Sicilia; un paio di anni fa abbiamo inserito dei serbatoi da interro che mi anno determinato l’innalzamento della quota del terreno di circa due metri rispetto al piano orizzontale(che rappresenta il confine) dove sono presenti, per tutta la lunghezza dei Leylandi.
    Come possono risolvere, in tempi brevi, il problema dello smottamento del terreno, visto che ci stiamo avvicinando all’inverno e quindi alle piogge?

  76. Ho una scarpata di terra franosa e vorrei mettere qualche pianta che si arradichi bene, che mi mantenga la terra e che sia nello stesso tempo bella da vedere e fiorisca. Mi potete aiutare. Grazie.

    1. In presenza di terreni scoscesi e poco compatti alcune specie vegetali possono consolidare il suolo ed evitare pericolosi smottamenti. Utilizzare alberi se l’area è estesa, oppure arbusti per giardini o anche tappezzanti. Le tappezzanti sempreverdi sono specie a struttura erbacea di limitata altezza (20/40 centimetri) a portamento strisciante, in grado di essere utilizzate anche in associazione con molti arbusti spoglianti, e in questo modo è possibile mantenere una presenza verde anche durante i mesi invernali.
      Tra le specie più usate ci sono l’hedera elix, che predilige suoli piatti piuttosto umidi, pieno sole o ombra piena, e si adatta a terreni calcarei;
      la vinca minor: si adatta a posizioni in mezz’ombra, emette fiori azzurro blu in primavera;
      l’iperico: predilige pieno sole ma si adatta a posizioni ombreggiate, terreno ben drenato e ricco di sostanza organica, fa fiori giall in estate;
      la convallaria japonica e la pachysandra terminalis: sono due specie che vanno messe a dimora in posizioni ombreggiate (anche se troppa ombra provoca ingiallimento del fogliame), voglioni terreni fertili, freschi;

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