Pitosforo, ideale per la siepe

Siepe di Pitosforo

I generi pitosforum appartengono a circa 200 specie sempre verdi. E’ ornamentale, arbustivo, ha foglie alterne e i fiori sono campulati o tubolosi. Spesso il pitosforo ha un gradevole profumo. La specie più diffusa è il pittosporum tabira, originario del Giappone e della Cina. Arbusto o piccolo albero, adatto per le zone a clima mite. Pittosporum nigricans semirustico; la varietà Variegatum ha foglie screziate d’argento; il Pittosforo tenutalium ha foglie verde chiaro. Tra le altre specie, il pittosforo crassifolium e il pittosforo daltì. E’ opportuno nelle zone più fredde una pacciatura con paglia, foglie e altro materiale. Clima e resistenza al freddo: sono in genere rustici, resistono fino a 10 gradi i semirustici (necessitano di una temperatura minima invernale di 5-7 gradi). La temperatura ottimale è 14-16 gradi.

Da aprile a luglio porta fiori giallo-crema. Le piante vanno messe a dimora a fine aprile o in maggio. Preferisce un terreno fertile e ben drenato. Si adatta anche a terreni sabbiosi. La distanza da tenere tra una siepe e l’altra è di circa 50 centimetri.

Potatura: le piante giovani di pitosforo vanno cimate un paio di volte per ottenere una ramificazione migliore. Vanno potate regolarmente invece le piante da siepe, anche più volte l’anno. La potatura consiste nello spuntare i nuovi germogli all’altezza necessaria per riportare le piante ad una forma regolare. I tagli vanno fatti poco al di sopra di una gemma, possibilmente rivolta all’esterno. In giugno si dovrà fare una seconda spuntatura. Se il pitosforo viene trascurato e lasciato crescere liberamente, nel tempo tenderà a svuotarsi verso la base. Per rimediare bisogna intervenire con un taglio deciso, sempre all’inizio della primavera. Tutta la chioma va abbassata a metà della sua altezza. Per reazione le piante produrranno nuovi getti sottostanti al taglio. Quando potare? Le piante giovani vanno cimate un paio di volte per ottenere una ramificazione migliore. Vanno potate regolarmente le piante da siepe più volte l’anno, visto che sopportano la potatura, che va eseguita a fine inverno nelle zone a clima freddo, e a fine estate in quello temperato.

Il pitosforo è un arbusto ideale da usare anche in terrazzo per creare siepi schermanti. Annaffiature: in piena terra è necessario solo per le piante giovani, dopo la messa a dimora. Le piante adulte sopportano bene la siccità. Per le piante in vaso bisogna mantenere sempre umido il terreno.

Malattie: gli afidi neri attaccano i germogli, vanno combattuti con aficidi. Le cocciniglie si possono insediare sulle foglie, e provocano ingiallimenti fino alla caduta. Si possono sviluppare le fumaggini, da combattere con prodotti anticoccidici. Come combattere la cocciniglia: Il pitosforo è facilmente soggetto ad attacchi di cocciniglia e afidi, che attaccano succhiando la linfa, provocando disseccamento fogliare, oppure malattie fungine. Per controllarli è bene ricorrere ai metodi naturali: staccare i suddetti della cocciniglia uno ad uno, con le mani, utilizzando guanti o straccio imbevuto di alcool. Attenzione a non rovinare la corteccia. Lavare le parti colpite utilizzando acqua con qualche goccia di sapone per stoviglie, che scioglie la melata presente nella pianta. Lasciandola, potrebbe costituire substrato per fumaggini. In alternativa si può ricorrere ai prodotti chimici: per la cocciniglia si tratta con anticoccicidi a base di oli minerali; contro gli afidi si usano specifici a base di piretro. Eliminare le parti più colpite.

Riproduzione: si effettua per talea. Si possono anche prelevare dai rami laterali semimaturi delle talee lunghe 8-10 centimetri, con una porzione del ramo portante. Si piantano in cassone da moltiplicazione, alla temperatura di 16-18 gradi. Quando hanno radicato le talee si piantano in vasi di 8 centimetri, con la composta da vaso john innes n.2 e si fanno svernare in cassone o in serra, al riparo dal gelo. Le specie a crescita rapida, come il pittosforo tenuifolium, si piantano all’aperto alla fine di aprile o nel mese di maggio dell’anno successivo. Le altre specie si invasano in contenitori di 10/15 centimetri e si interrano in letto freddo. Si mettono all’aperto nel maggio succcessivo. La moltiplicazione: si separano i semi dalla sostanza vischiosa che li avvolge, sfregandoli con sabbia asciutta. Si semina in marzo, nella composta da semi john innes, in cassone freddo. Successivamente le piantine si rippicchiettano in vasi di 8 centimetri riempiti sempre con la composta n.2. Dopo un anno si rinvasano, in contenitori di 10/15 centimetri, si coltivano in cassone freddo per 2-3 anni, prima di metterli a dimora, in aprile/maggio.

 

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52 Commenti/Domande per “Pitosforo, ideale per la siepe”

  1. verdeblog scrive:

    armaduk on 20 Jun 2008
    Ho irrorato il pitosforo attaccato da cocciniglia con CONFIDOR e OLIO MINERALE alternativamente. Il trattamento va bene??

    Il trattamento non è giusto, ci vuole un prodotto anticocciniglia. Al pitosforo gli affidi neri attaccano i germogli e provocano accartocciamento. In caso di attacchi gravi vanno combattutti con aficidi: sulla foglia si possono insediare le cocciniglie farinose, che provocano estesi ingiallimenti fino alla caduta. Combattere con prodotti anticoccicidi.

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  2. ENZO scrive:

    Salve ,ho delle piante di pittosforo che si sono ingiallite nella parte bassa e poi iniziano a seccare le foglie.
    vi sarei grato per un buon consiglio
    Enzo

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  3. MARIA scrive:

    per creare una siepe a qual distanza da un muro di cinta dovrebbero essere piantati i pittosfori ?

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  4. miche scrive:

    vorrei piantare delle siepi di pitosforo in senegal.Resisterà al clima ?

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  5. Carmine scrive:

    salve.
    vorrei sapere come faccio a piantare un pitosforo,che tipo di semi devo reperire e in che periodo dell’anno devo seminarlo?

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  6. irene scrive:

    vorrei piantare una siepe di pitosforo sulla sabbia.Ho gia delle piante da svasare,vorrei sapere a quale distanza tra di loro le devo piantare e se le posso piantare in autunno per una migliore riuscita. Grazie

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  7. daniele scrive:

    CIAO. IO HO DELLE SIEPI DI PITOSFORO, VOLEVO SAPERE SE DOPO LA POTATURA è BENE DARE QUALCHE PRODOTTO DISINFETTANTE O ALTRI PRODOTTI . GRAZIE CIAO.

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  8. verdeblog scrive:

    @irene 1-10
    Le piante di pitosforo vanno messe a dimora a fine aprile o in maggio. Preferiscono un terreno fertile e ben drenato tendenzialmente alcalino. Si adattano comunque anche a terreni sabbiosi. La distanza di impianto per le siepi è di circa 50 centimetri tra una pianta e l’altra.
    Queste piante sono rustiche, resistono fino a 10 gradi. Necessitano di una minima invernale di almeno 5/7 gradi, l’ideale è 14/16.

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  9. piera scrive:

    Vivo a Siena e nel mio giardino ho una siepe di pitosforo nano piantato circa 6-7 anni fa. Non ha mai avuto problemi, ma dall’inizio della primavera le foglie non si presentano più lisce ma brutte e raggrinzite. Ad occhio nudo non si vedono parassiti nè sopra, nè sotto la foglia. Di cosa si può trattare?
    Grazie

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    • verdeblog scrive:

      Il pitosforo è soggetto a malattie, soprattutto la cocciniglia. Se ha le foglie arricciate è probabilmente malato, affetto da oidio. Se è sano… bisogna innaffiarlo!

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  10. attilio scrive:

    ho sue piante in piena terra di pittosforo nano: questa primavera hanno cominciato a perdere le foglie con conseguente morte di alcuni rametti.sono stati potati e sottoposti a trattamento pel la cocciniglia cotonosa. la situazione è in parte migliorata ,ma adesso le nuove foglie presentano macchiette discoidali e cadono.quale malattia ne è la ragione e come intervenire,grazie.

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  11. verdeblog scrive:

    @attilio
    Malattie e parassiti di questa pianta sono:
    Gli afidi neri che attaccano i germogli (accartocciamenti). Vanno combattutti con aficidi.
    Le cocciniglie farinose, che si possono insediare sulle foglie, dove provocano estesi ingiallimenti fino alla caduta. Sulla loro melata (come quella prodotta dagli afidi) si possono sviluppare anche le fumaggini. Combattere con prodotti anticoccicidi.

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  12. Ettore scrive:

    Ciao a tutti, vorrei sapere ma il pitosforo occupa molto spazio? o si puo piantare anche in aiuole strette?

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  13. francesco scrive:

    ho anche io una ventina di piante di pitosforo piantate in primavera, ma ho un problema mi si stanno ingiallendo le foglie perchè?

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  14. verdeblog scrive:

    I pittosfori preferiscono un’esposizione in pieno sole, e vanno messi a dimora a fine aprile o in maggio. Preferiscono un terreno fertile e ben drenato, tendenzialmente alcalino.
    Annaffiatura: in piena terra è necessario solo per le piante giovani, dopo la messa a dimora. Le piante adulte sopportano bene la siccità. Forse troppa acqua, oppure le cocciniglie farinose si possono insediare sulle foglie, dove provocano estesi ingiallimenti fino alla caduta. Sulla loro melata (così come su quella prodotta dagli afidi) combattere con prodotti anticoccicidi.

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  15. verdeblog scrive:

    @ettore
    I pittosporum vengono piantati in piena terra, in esemplari isolati o in gruppi, e sono ottimi per la formazione di siepi. Si possono piantare alla distanza che desideri in aiuole strette, basta tenerli potati. Le piante da siepi vanno potate più volte l’anno, anche perchè sopportano bene la potatura che segue (a fine inverno nelle zone a clima freddo, e a fine estate in quelle temperate). Vanno messe a dimora a fine aprile o in maggio. Esposizione: pieno sole. Scegli piante strette e alte.

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  16. betta scrive:

    la mia pianta di pitosforo(asiatica) alta circa 4 metri bellissima, quest’inverno causa neve, è caduta a terra, ma le radici non si sono rotte, poi siamo riusciti a rialzarla con idonea attrezzatura legarla, ora la apianta stà in piedi da sola, ma ha perso tutte le foglie, l’abbiamo potata soprattutto dove i rami verdi sulle cime erano diventati neri. Non sò cosa abbia. E’ possibili che mettendo il sale nelle scale che erano ricoperte di gelo, l’acqua sciolta mischiata al sale abbia potuto fare danni? grazie se mi rispondete.

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  17. verdeblog scrive:

    I pittosphorum sono in genere rustici (resistono fino a -10 gradi) o semirustici (necessitano di una temperatura minima invernale di almeno 5/7 gradi). La potatura va fatta in aprile: si accorciano i rami disordinati; le siepi ben sviluppate si tosano ogni anno, da aprile a giugno.
    La causa delle cime diventate nere sono soprattutto dovute al gelo e alla neve, ma non bisogna escludere che l’acqua sciolta mischiata al sole abbia compromesso le radici. Aspetta la primavera per verificare: dare un’altra potatura, che va eseguita a fine inverno. Queste piante sopportano molto bene la siccità, ma va data una buona annaffiatura (il sole brucia).

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  18. Luci scrive:

    Ho piantato una siepe di pitosforo la scorsa primavera, ma dopo il primo inverno è sofferente, ha perso molte foglie, ha molti rami secchi e diverse piante hanno foglie arricciate verso la pagina inferiore. Siamo a circa 30 Km dalla costa emiliana. Mi sapete dire cosa è successo e come si può rimediare?

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  19. verdeblog scrive:

    Il pittosforo ha gli afidi neri: attaccano i germogli provocando accartocciamenti. Vanno combattuti con aficidi. Guarda bene anche che non vi sia la cocciniglia farinosa, non sempre facile da individuare: è un piccolo insetto succhiatore che si sistema lungo le nervature delle foglie nella pagina inferiore e sui fusti. Provoca estesi ingiallimenti fino alla caduta. Combattere con anticoccicidi.
    Potare tutti i rami secchi. Queste piante vanno potate anche più volte all’anno, specialmente quelle da siepe, visto che sopportano la potatura.

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  20. lisa scrive:

    i miei pitosfori non fioriscono, cosa devo fare?

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    • verdeblog scrive:

      @lisa
      Il pittosphorum fiorisce da aprile a luglio, secondo le specie. L’esposizione va in pieno sole. Annaffiatura solo per le piante giovani e in vaso. Le piante adulte sopportano bene la siccità. La mancanza di fioritura può essere dipesa dalla potatura. Le piante giovani vanno cimate in aprile accorciando i rami disordinati. Le siepi ben sviluppate si tosano ogni anno da aprile a giugno, anche più volte l’anno, visto che sopportano bene la potatura, che va eseguita a fine inverno nelle zone a clima freddo e in estate a quello temperato. Il terreno deve essere ben drenato e al riparo dai venti.

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  21. gabriella scrive:

    ho un pitosforo da qualche settimana ha un ramo con foglie floscie lo bagno regolarmente. Mi potete aiutare,grazie

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  22. beniamino scrive:

    ho una pianta di pitosforo ad alberello da qualche settimana è stata attaccata sul tronco e nei
    rami da un tipo di cocciniglia? bianca aggrovigliata come batuffoli di ovatta. che cosa è e come devo trattare? la pianta vive in zona collinare da oltre 20 anni vicino ad atre piante.

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  23. salvatrice scrive:

    ciao.ho una siepe di pitosforo di circa 1 anno e mezzo nn è stata mai potata e ho notato che sta crescendo in altezza ma nn si allarga nella parte bassa . mi piacerebbe che si riempisse tutta in modo da coprire tutto mi potetedare 1 consiglio sul da farsi grazie in anticipo

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    • verdeblog scrive:

      @salvatrice
      La distanza di impianto per le siepi di pitosforo è di circa 50cm tra una pianta e l’altra. Le piante giovani vanno cimate un paio di volte per ottenere una ramificazione migliore. Vanno potate regolarmente invece le piante da siepe, anche più volte l’anno. Sopportano molto bene la potatura, che va eseguita a fine inverno nelle zone a clima freddo e a fine estate in quelle a clima temperato. Abbassa la siepe, si riempirà

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  24. anna maria esposito scrive:

    come si riproduce il pitosforo? ed in che periodo?

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  25. rosa scrive:

    Salve. ho un albero di pitosforo alto 2.50 e largo circa 2 metri.Vorrei sapere come posso potarlo, visto che e’ esaggerato ed enorme vi ringrazio anticipatamente.

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    • verdeblog scrive:

      Il pittosforo sopporta molto bene la potatura, che va eseguita a fine inverno nelle zone a clima freddo, e a fine estate in quelle a clima temperato. Riguardo come farlo decidi tu come ti piace tenerlo: se lo vuoi arrotondato, con rami più aperti, se abbassarlo più di un metro o fare un bel cespuglio. Come cominci a potare a mano a mano ti fai l’idea.

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  26. giampiero scrive:

    Si può tagliare nel terreno un rametto di pytosphoro e vederlo col tempo diventare una pianta?

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    • verdeblog scrive:

      Si può tagliare un rametto di pittosforo e vederlo col tempo diventare una pianta, ma le talee si prelevano dai rami laterali semimaturi da maggio a giugno. La loro lunghezza deve essere di circa 10cm. Si piantano in un substrato di sabbia e torba, a una temperatura di circa 18 gradi. Dopo il loro radicamento le talee vanno invasate in vasetti da 8/10cm. Si rinvasano poi a mano a mano in contenitori sempre più grandi, fino a quando nel maggio dell’anno successivo potranno essere messi a dimora all’aperto.

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  27. Roberto scrive:

    Buongiorno.
    Io ho una pianta di pittosforo sul terrazzo e ho notato che ha fatto delle gemme bianco giallastre. Dovrei tagliarle o lasciarle stare? Come devo comportarmi?

    Grazie mille

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  28. marco scrive:

    buon giorno signora, prima di tuttu complimenti per il sito è per il suo aiuto, per noi mortali. io ho in giardino un bitosforo con forma rotonda singolo, la mia domanda era ma come si possono ottenere nuove piante , per poter trasformare la pianta da una singola a siepe ? grazie

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  29. ALDA STUK scrive:

    Possiedo due bellissmi alberi alti 3 m di Pittosforo, posizionati fronte mare. Clima temperato del centro-sud. Dopo un inverno eccezionalmente umido nel 2009 ho notato la corteccia cambiare colore dal grigio a – FULLIGINE. Sulle foglie e sui rametti ho notato macchie bianche. L’anno scorso ho trattato a più riprese gli alberi con olio minerale ma senza successo. Quest’ anno abbiamo provveduto a potare e sfoltire le chiome molto dense, usato sapone diluito in forma spray come da lei suggerito negli interventi pretendenti . Ci chiediamo come trattare la corteccia?Possiamo usare prodotti a base di Rame?? Come aplicarlo con diffusore o col penello?
    Nel ringraziare saluto cordialmente,
    Alda

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    • verdeblog scrive:

      Di solito si da l’anticoccicida e va bene per tutto. Puoi provare a dare un prodotto a base di rame per la corteccia, ma a piccolissime dosi, per vedere anche come reagisce.

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  30. LUCIANO scrive:

    ho un asiepe di pitosforo di circa 15 anni e quest’ anno in alcuni punti si sta vuotando cioè si stanno seccando i rami interni più bassi, cosa posso fare?
    Grazie.

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    • verdeblog scrive:

      I pittosforum vanno potati regolarmente. Le piante da siepe anche più volte l’anno. Non devi aver paura di potare visto che sopportano bene la potatura. Va eseguita a fine inverno nelle zone a clima freddo e a fne estate in quelle a clima temperato. Una siepe di 15 anni si sta svuotando all’interno e ha proprio bisogno di un rinnovo.

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  31. Salvatore scrive:

    Salve, due mesi fa ho piantato una trentina di piante di pitosforo per creare una siepe. Apenna sistemate ho tagliato le cime come consigliato dal vivaio che me le ha vendute ma le piante si sono ingiallite tutte e alcune stanno seccando, vorrei sapere se c’è un trattamento da fare specifico.

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    • verdeblog scrive:

      Il trattamento specifico per questa pianta lo devi fare solo se vi è malattia o parassiti “come gli afidi neri”, che attaccano i germogli provocando accartocciamenti nel caso di attacchi gravi. Vanno combattuti con aficidi. Oppure vi sono le cocciniglie farinose che si possono insediare sulle foglie, dove provocano ingiallimenti fino alla caduta, sulla loro mielata (così come su quella prodotta dagli afidi). Si combatte con prodotti anticoccicidi. L’ingiallimento può essere anche dovuto al trapianto.
      Poichè la coltivazione è facile, sono ottimi per la formazione di siepi. Esposizione in pieno sole, temperatura ottimale di 14/16 gradi. Annaffiature necessarie solo per le piante giovani e in vaso. Quando si annaffia bisogna bagnare bene in profondità il terreno, evitando gli eccessi.
      Le piante di pittosforo vanno messe a dimora a fine aprile/maggio. Preferiscono però un terreno fertile e ben drenato, tendenzialmente alcalino. Si adattano anche a terreni sabbiosi. Quindi se non è ammalata, bisogna aspettare che attecchisca bene.

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  32. turtle scrive:

    Ho delle piante di piroforo da tre anni in bacon e a sud, 4 cassette grandi in coccio naturale, 50 cmx20 cm circa. L’anno scorso sono riuscita a bloccare decine di cocciniglie, quest’anno se ne sono presentate un po’ meno e ho trattato di nuovo con anit-coccinglia. Vedo le fogle però un po’ sofferenti- non capisco mai cosa voglia dire innaffiata regolar ein estate. Con questa afa di quest’estate- 35 gradi e sopra- vuol dire innaffiarle ogni due giorni, ogni giorno???
    GRazie!
    Turtle

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  33. turtle scrive:

    Quanto spesso bisogna innaffiar eil pitosforo in cassette di coccio di circa 60 cm x 30 d’estate con temperature 35 gradi e su, disposti a sud? una volta al giorno? ogni due giorni?
    Grazie
    turtle

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  34. sandro parodi scrive:

    ho nel giardino una pianta di pitosforo molto vecchia ( il tronco ha un diametro di 50 centimetri),la pianta e’alta circa 6 metri. il problema e’ che la corteccia sul tronco si spacca e cade a pezzi,la chioma pero’ e’ bella verde,quale potrebbe essere la causa? grazie

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  35. Daniela scrive:

    Ho una siepe di pitosforo da più di 20 anni e l’ho sempre tenuta potata all’altezza della rete. Ora però ha fatto dei rami grossi e molto intricati fra loro e vorrei diradarla. E’ possibile senza farla morire?
    Esiste una tecnica per questa pratica??? Cosa devo usare?? Posso farlo io o devo rivolgermi ad un esperto??
    Grazie
    Daniela

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    • verdeblog scrive:

      Potare con attenzione non significa evitare o rimandare qualsiasi intervento per paura di non sbagliare bensì agire evitando di incorrere in inutili errori. Una potatura corretta richiede la conoscenza delle fondamentali nozioni teoriche: errate potature possono causare sia la modifica della forma delle chiome (che spesso è irreversibile), sia l’ingresso nel legno di pericolosi parassiti. Un albero oppure una siepe correttamente potati non devono sembrare potati: quindi è bene porsi alcune domande per evitare errori del tipo qual è il problema da risolvere? qual è il naturale portamento? quali rami eliminare? di quanto è opportuno accorciare i rami? in quale periodo è meglio potare questa specie? Generalmente la potatura delle siepi non pone problemi in quanto le specie sempreverdi più usate (come il pittosforo) sopportano bene tagli anche vigorosi e ripetuti nel corso dell’anno. Potresti frlo anche te, senza grossi rischi, ma se hanno dei rami grossi e molto intricati e non te la senti ti consiglio di chiamare uno più esperto.

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  36. simonetta colombi scrive:

    abito in lombardia
    ho 2 piante di pitosforo da 2 anni sul terrazzo in vasche da 1 metro in primavera perdono le foglie vecchie che non ricrescono e ho notate il tronco e i rami che non sono piu’ lisci ma coperti da un reticolo bruno sembra una corteccia che sfregandola diventa polvere che puo’ essere?
    ho fatto trattamenti anti cocciniglia – anti afidi
    grazie

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    • verdeblog scrive:

      Parassiti e malattie di questa pianta sono proprio le cocciniglie e gli afidi. Gli afidi neri attaccano i germogli provocando accartocciamenti, e vanno combattuti proprio con aficidi, come pure le cocciniglie farinose, che insediano le foglie, e provocano estesi ingiallimenti fino alla caduta sulla loro mielata, così come su quelle prodotte dagli afidi. Se si sviluppano le fumaggini bisogna combattere con prodotti anticoccicidi.
      Visto che sopportano bene le potature (vanno eseguite a fine inverno nelle zone a clima mite e a fine estate in quelle a clima temperato) prova anche a rinnovarli un po’, rinforzando così il tronco.

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  37. Nicoletta scrive:

    Buongiorno, avrei bisogno di sapere passo passo il procedimento e i materiali necessari per piantare delle piante di pittosforo in fioriere in legno misura 90x h40x35 .Grazie. Nicoletta

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    • verdeblog scrive:

      Il momento migliore per acquistare il pittosforo è la primavera, e scegliere piante giovani ma già ramificate. Il fogliame deve essere lucido e senza macchie o deformazioni. Va messo a dimora a fine aprile o in maggio, in terreno fertile, ben drenato, tendenzialmente alcalino. E’ ottimo per balconi, terrazzi e grandi fioriere, in una posizione a ridosso di un muro o comunque ben protetta. E’ in genere rustico, necessita di una temperatura minima invernale di 5/7 gradi.
      Per formare siepi, le piantine si mettono a distanza di 50 centimetri l’una dall’altra, mentre per le piante in vasi di legno della misura indicata devi regolarti per la grandezza del pane di terra della pianta, perchè subito non sembra ma la pianta diventerà grande. Per le piante in vaso mantenere sempre leggermente umido il terriccio. Le piante giovani vanno pi cimate un paio di volte l’anno per ottenere una ramificazione migliore. In seguito si rinnova lo strato superficiale del terriccio.

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  38. Patrizia scrive:

    Buongiorno, vorrei sapere quando é il momento migliore per fare le talee, grazie!

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    • verdeblog scrive:

      Le talee semilegnose (rametto dell’anno con una porzione del rampo portante) lunghe almeno una decina di centimetri vanno prelevate in maggio/giugno dai rami laterali. Si piantano in un substrato a base di sabbia e torba, a una temperatura di 16/18 gradi. Dopo la radicazione le talee vanno invasate singolarmente in vasetti da 8/10 centimetri riempiti con la composta da vaso john innes n.2. Si rinvasano poi man mano in contenitori sempre più grandi fino alla eventuale messa a dimora, che può essere effettuata già dopo un anno.

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