Il mandarino: consigli, dove piantarlo, come curarlo

Il mandarino, come la maggior parte degli agrumi, è una pianta sempreverde di alteza variabile, compresa fra i 3 e i 5 metri. La chioma ha forma globosa, meno densa di quella dell’arancio e del limone. Il mandarino non può essere coltivato dove le temperature scendono di frequente sotto ai 22 gradi, anche se può resistere fino a -2 gradi.

La posizione ideale è in pieno sole con esposizione sud/est, sempre al riparo dal vento. In zone a clima mite, con interni senza rischi di gelate, le piante possono essere coltivate in piena terra scegliendo esposizione calde e solegiate, protette dai venti dominanti, con terreni ben drenati evitando i ristagni. E’ necessario disporre, per il ricovero invernale, di una serra non fredda e molto luminosa, perchè le piante possono superare l’avversa stagione senza patire troppo, limitando la perdita delle foglie.

Le piante in vaso sono più sensibili di quelle in piena terra agli sbalzi di condizioni ambientali. Quindi d’inverno vanno ritirate appena le temperature notturne raggiungono i 4 gradi, eliminando il sottovaso perchè non si creano ristagni d’acqua.

Terreno e concimazione: il terreno deve essere ben drenato, profondo, ricco di humus e di medio impasto. La concimazione serve a mantenere nel tempo elevata la fertilità del terreno per avere produzioni di qualità e piante sane. La distribuzione di fertilizzanti organici deve integrare l’impiego di prodotti minerali. I concimi azotati si distribuiscono in gennaio prima della ripresa vegetativa. In primavera/estate distribuire piccoli quantitativi di microelementi (ferro, zinco e manganese).

Potatura del mandarino: non si discosta da quella degli agrumi e serve ad eliminare i rami secchi, i succhioni. Si esegue tra la seconda metà di gennaio e la prima di febbraio, prima della ripresa vegetativa della pianta. Il mandarino fruttifica sui rami misti di un anno che devono essere rispettati e solo in parte limitata sui rami dell’anno.